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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Omicidio Mollicone, il testimone chiave: “Tuzi mi disse in confidenza che una ragazza era entrata in caserma”

Oggi per la prima volta è stato ascoltato in tribunale il carabiniere testimone chiave Gabriele Terzigni, al quale Santino Tuzi suo sottoposto e amico confidò di aver visto una ragazza entrare nella caserma di Arce.
A cura di Alessia Rabbai
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Serena Mollicone
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"Santino Tuzi mi confidò di aver visto una ragazza entrare nella caserma di Arce la mattina del primo giugno del 2001″ è quanto dichiarato in aula da Gabriele Tersigni, carabiniere considerato il testimone chiave della vicenda che ruota intorno al delitto di Serena Mollicone e al successivo suicidio del brigadiere. Oggi Tersigni si è presentato in Tribunale davanti ai giudici della Corte d'Assise d'Appello in occasione dell'udienza  del processo di appello-bis, che vede imputata la famiglia Mottola. Quella di Tersigni è stata una testimonianza molto attesa, che potrebbe portare il processo sul delitto di Arce ad un punto svolta a distanza di venticinque anni.

Tersigni, comandante della stazione di Fontana Liri all'epoca dei drammatici fatti, che hanno portato alla scomparsa della diciottenne prima e al ritrovamento del suo cadavere in un bosco poi, ha dichiarato: "Il collega Santino Tuzi mi confidò di avere visto una ragazza entrare nella caserma di Arce il primo giugno del 2001 tra le ore 10.30 e le 11 di mattina".

Com'è emerso dalle dichiarazioni fatte il brigadiere che il giorno della scomprsa di Serena era di piantone, avrebbe notato una giovane entrare nella caserma, non sapendo chi fosse. Successivamente l'avrebbe riconosciuta, quando gli sono state mostrate le sue foto. "Non mi fece il nome di Serena Mollicone – ha spiegato Tersigni in aula – ma si limitò a dirmi che in caserma era entrata una ragazza, che lui non aveva riconosciuto". Poi durante un'audizione del 2008 "gli mostrarono una foto e disse di avere riconosciuto Mollicone".

Perché Gabriele Tersigni non era mai stato ascoltato in Tribunale

Gabriele Tersigni prima di oggi non è stato mai ascoltato in Tribunale in merito a quanto detto su Serena Mollicone dal suo sottoposto e amico Santino Tuzi, perché le sue non erano dichiarazioni fatte in sede d'interrogatorio in quanto non si stava occupando delle indagini sul caso, ma erano appunto confidenze. La morte del brigadiere successiva al ritrovamento del cadavere di Serena Mollicone, è stata ricondotta ad un suicidio. Tuzi in quel periodo era in servizio provvisorio presso la stazione di Fontana Liri di cui come detto Tersigni era il comandante. I due erano legati da un rapporto lavorativo e d'amicizia.

Il 28 marzo Tuzi è stato ascoltato dagli inquirenti nella caserma di Arce durante l'orario di servizio. Ha chiesto a Tersigni perché lo stessero ascoltando e lui gli ha risposto che probabilmente avrebbero riaperto il caso di Serena Mollicone e che stavano sentendo i carabinieri della caserma di Arce. Tuzi, come spiegato dalla figlia Maria in una precedente intervista di Fanpage.it, "in quella occasione, già il giorno dopo le dichiarazioni fatte alla richiesta di Tersigni su cosa avesse detto gli ha risposto di aver visto Serena entrare in caserma, descrivendo com'era vestita. Tersigni è stato il primo tra i carabinieri ad intervenire sul posto quando Serena è stata ritrovata morta e ha riposto a mio padre che era vestita esattamente come lui l'aveva descritta".

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