Nuova rete Tpl, caos e disagi alle porte di Roma: corse cancellate e quartieri isolati in tanti comuni

Quattro chilometri di strada extraurbana separano Colle Spina dalla stazione ferroviaria di Labico, piccolo comune in provincia di Roma. Dal 2 gennaio per gli abitanti di questo quartiere residenziale è impossibile raggiungere la stazione con i mezzi pubblici. Dalla fermata della circolare urbana non passa nulla, nessuna navetta, neanche per andare in centro o nei comuni vicini come Zagarolo e Palestrina.
È una delle tante conseguenze del nuovo sistema di trasporto pubblico locale composto da undici unità di rete gestite da Astral, la società della Regione che da oggi avrà il compito di coordinare la mobilità nei comuni del Lazio, esclusi i capoluoghi di provincia. La nuova mappa divide così il territorio regionale: Tuscia, Reatino, Valli del Tevere, Castelli Romani, Tirreno Nord, Valle del Sacco, Valle dell’Aniene, Ciociaria, Terra di Lavoro, Litorale Sud e Sud Pontino. La suddivisione in zone e il superamento della gestione da parte dei comuni fanno parte di un riassetto della mobilità voluto dalla scorsa legislatura, quella di Nicola Zingaretti. L’allora assessore ai trasporti Mauro Alessandri aveva ridisegnato la rete del trasporto locale con nuovi ambiti territoriali per superare la frammentazione e i disservizi nei comuni intermedi e nei piccoli centri.
Pensate per fornire un servizio più ecologico e capillare tramite una migliore gestione pubblica delle navette urbane, le unità di rete dovrebbero coprire la distanza tra campagne e centri cittadini, tra stazioni ferroviarie e contrade, dovrebbe rendere più conveniente e facile lo spostamento con i mezzi pubblici verso scuole e ospedali. E invece l’esordio del nuovo sistema è segnato dal caos e dall’assenza di collegamenti. A distanza di pochi giorni dall’entrata in funzione di due unità di rete, quella della Valle del Sacco e la rete dell’Aniene, le situazioni come Colle Spina e gli episodi di disservizio stanno aumentando. Si moltiplicano le segnalazioni di corse cancellate, di fermate soppresse e di zone tagliate fuori dal trasporto pubblico locale.
Accade a Guidonia Montecelio, dove i cittadini hanno comunicato ad Astral l’assenza di collegamenti nella zona residenziale di Colle del Sole e in generale una drastica riduzione delle linee verso gli altri comuni del comprensorio e verso la metropolitana, soprattutto nel pomeriggio e in serata. Secondo il CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti di Roma, le attuali linee urbane Setteville-Setteville Nord e Setteville-Marco Simone vengono completamente stravolte: “Il nuovo percorso le spinge fino alla stazione di Lunghezza, ignorando le reali esigenze dell’utenza”, segnala l’associazione. Preoccupa anche la situazione dell’ospedale di Subiaco, privo di collegamenti durante i giorni festivi.
Anche ad Artena, comune dei Monti Lepini, i cittadini hanno difficoltà a raggiungere la stazione di Valmontone in corrispondenza dell’arrivo dei treni per Roma e per Cassino. Al momento, complice una scarsa comunicazione pubblica, i cittadini che vivono nelle campagne di Artena, soprattutto anziane e anziani che non usano le applicazioni digitali, non riescono ad avvicinarsi al centro cittadino con le navette pubbliche.
Nonostante la lunga gestazione del nuovo sistema, dalla Regione non sono arrivate linee guida chiare ed efficaci per mettere in condizione i comuni di governare questa transizione. E i disagi di questi giorni sono il risultato di un passaggio repentino che sta penalizzando chi non ha alternative al trasporto pubblico. Ora si sta cercando di aggiustare il tiro con una serie di consultazioni e con dei tavoli allargati ai sindaci della Valle del Sacco e della Valle dell’Aniene. Regione e Astral si sono resi disponibili a ricevere le osservazioni dei territori per elaborare dei correttivi alla nuova rete.
“Mercoledì scorso in Regione ho evidenziato nuovamente le criticità della riforma Tpl per Labico, in particolar modo ho sottolineato la critica situazione del quartiere di Colle Spina, un quartiere di 1200 abitanti che ha visto cancellare tutte le tratte del TPL . Un quartiere lontano 4 chilometri dal centro e dalla stazione ferroviaria, un quartiere che non è servito nemmeno dal Cotral”, spiega a Fanpage.it Danilo Giovannoli, sindaco di Labico. “Ho ribadito la necessità di garantire il diritto alla mobilità di tanti studenti e studentesse, nonché dei cittadini che usavano il Tpl per motivi di lavoro e di salute, essendo l’unico collegamento con Palestrina e Zagarolo, importanti presidi di cura. Ho quindi messo sul tavolo, faccia a faccia con assessori e dirigenti, quanto formalizzato nelle settimane scorse con l’ausilio dell’assessora Giulia Lorenzon”, continua il sindaco. Al primo cittadino di Labico e agli altri sindaci è stata garantita una rimodulazione dei tragitti. Intanto chi avrebbe dovuto trarre vantaggio da questa razionalizzazione resta a piedi o in attesa di una coincidenza.