Neonato tra droga e rifiuti a Roma, i genitori sciamani: “Bambini devono crescere lontani dal sistema”

Sono una sorta di "sciamani", curatori con pratiche alternative alla medicina tradizionale la mamma del neonato di quindici giorni salvato dall'abitazione di Pietralata e il suo compagno. Dei "curatori", che utilizzavano l'ipnosi e la cosiddetta "terapia del dolore", una forma di guarigione olistica e spirituale, incentrata sull'intero essere umano, corpo, mente e spirito e sull'ambiente e non solo sul sintomo fisico. Pratiche che non devono mai sostituire il trattamento medico, specialmente in casi di malattie gravi, che se non trattate con i farmaci possono compromettere seriamente la salute di una persona.
Sui social consigli sulla salute e su come crescere i bambini
Lui, quarantanove anni e di nazionalità romena, ha precedenti penali. In passato aveva un negozio di Marijuana Light, il South Park Growshop in via Vacuna in zona Tiburtina, poi chiuso per legge. Sul profilo Instagram condivideva video con consigli sulla salute: "Lo strumento di guarigione più potente al mondo è la tua voce…le parole cristallizzano in energia curativa". Un altro video da indicazioni su come crescere i bambini: "Lontani dal sistema attuale…invece di farmaci e pillole gli insegnerei ad ascoltare il proprio corpo".
La donna denunciata, il compagno arrestato per droga
La coppia è coinvolta nella vicenda del neonato trovato in gravi condizioni tra rifiuti e droga in un'abitazione in zona Pietralata. La mamma trentunenne è stata denunciata, mentre l'uomo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Ora l'uomo si trova ai domiciliari e a maggio prossimo ci sarà il processo. Gli agenti della polizia locale di Roma Capitale che indagano sul caso coordinati dalla Procura della Repubblica dei Minori hanno perquisito l'appartamento: c'erano marijuana e hashish con una percentuale di principio attivo pari al 18 per cento, per un valore compreso tra 60mila e 70mila euro.
La coppia era già coinvolta in un procedimento penale per omicidio colposo per la morte di un altro figlio. L'episodio risale al 2025 a pochi giorni dopo la nascita, a causa di una meningite fulminante e di un’infezione polmonare provocate dall’ingestione di liquido amniotico. La donna aveva partorito in casa senza assistenza medica. In questo secondo parto fatto all'ospedale Sandro Pertini la donna ha regolarmente firmato le dimissioni volontarie, tornando a casa con suo figlio. Una decisione che ha poi portato alla segnalazione e ai successivi controlli della polizia locale, a seguito dei quali sono venute alla luce le condizioni in cui si trovava il neonato, trovato denutrito in un ambiente sporco e a soqquadro, ma che ora è fuori pericolo.