La strage di Ardea: uccisi due bimbi e un anziano
16 Giugno 2021
8:42

Nella mansarda del killer di Ardea due pc e 4 schermi: indagini per svelare suo profilo psicologico

Nella mansarda di Andrea Pignani i carabinieri hanno trovato quattro schermi, due webcam e due computer, che in queste ore verranno analizzati, insieme a uno smartphone, per cercare dettagli utili alle indagini. La speranza è quella di trovare indizi che possano aiutare gli investigatori a ricostruire il profilo psicologico del ragazzo che ha ucciso tre persone, due fratellini e un anziano che cercava di proteggerli, domenica ad Ardea, litorale a sud di Roma.
A cura di Enrico Tata
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La strage di Ardea: uccisi due bimbi e un anziano

Da qualche mese Andrea Pignani viveva tutto il giorno nella sua mansarda a Colle Romito, praticamente senza mai avere contatti con l'esterno, né tantomeno con la mamma o con la sorella. Probabilmente il suo isolamento è cominciato dopo la morte del padre, scomparso a novembre scorso a causa di una grave malattia.

Le indagini sui computer trovati nella mansarda del killer

Nella sua stanza i carabinieri hanno trovato quattro schermi, due webcam e due computer, che in queste ore verranno analizzati, insieme a uno smartphone, per cercare dettagli utili alle indagini. La speranza è quella di trovare indizi che possano aiutare gli investigatori a ricostruire il profilo psicologico del ragazzo che ha ucciso tre persone, due fratellini e un anziano che cercava di proteggerli, domenica ad Ardea, litorale a sud di Roma. Nella camera di Pignani c'erano anche due manubri per fare allenamenti e un sacco da boxe. Sui social il suo nickname era ‘Mr Hyde 86', come a sottolineare una sua presunta doppia personalità. L'autopsia sul corpo del 34enne verrà effettuata domani e verranno svolti anche gli esami tossicologici, per capire se abbia fatto uso di sostanze stupefacenti prima di compiere la strage e successivamente togliersi la vita.

Pignani non era sottoposto a cure psichiatriche

Il ragazzo era disoccupato, solo, non aveva amici e non si sottoponeva alle cure. Non è stato sottoposto a Tso, trattamento sanitario obbligatorio, circostanza smentita ufficialmente. Tuttavia a maggio del 2020, un anno fa, litigò con la madre e l'ha minacciata con un coltello. In quel caso fu accompagnato in ambulanza al pronto soccorso dell'Ospedale dei Castelli, dove gli fu assegnato il codice azzurro, riservato ai pazienti psichiatrici. Dopo consulto da parte di uno specialista fu dimesso e affidato al padre con questa diagnosi: "Stato di agitazione – paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato". Avrebbe dovuto rivolgersi al Centro di salute mentale, ma non l'ha mai fatto. Del resto i medici non lo hanno obbligato e sul suo conto non c'è alcuna denuncia presentata.

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