Foto di repretorio
in foto: Foto di repretorio

Che in Italia esista un problema occupazionale riguardo le donne è noto da anni. Ma è con la pandemia che questo è venuto drammaticamente alla luce: Dei 444mila occupati in meno registrati in Italia nel 2020, il 70% è costituito da donne. Drammatici anche i dati Istat riguardo il mese di dicembre 2020: su 101mila nuovi disoccupati, 99mila sono donne. Anche il Lazio, come tutte le altre regioni italiane, è colpito dal problema dell'occupazione femminile: una donna su due (il 52,1%) non lavora, mentre nell'ultimo anno su 44mila posti persi 33mila sono di donne. Non solo: guadagnano anche molto di meno dei loro colleghi uomini. Se gli stipendi sono più o meno uguali nei rapporti di lavoro subordinati, dove esistono contratti che prescindono dal genere, la situazione è diversa nelle libere professioni. Ad esempio, un avvocato uomo nel Lazio guadagna circa 65mila euro all'anno contro i 27mila delle colleghe donne. Stessa cosa per i medici: gli uomini dichiarano un reddito che si aggira sui 52mila euro annui, mentre le donne si fermano a 35mila.

Eleonora Mattia: "Prima regione a riconoscere problema con il lavoro delle donne"

Questi dati sono stati diffusi dalla presidente della IX Commissione lavoro e pari opportunità della Regione Lazio. Eleonora Mattia del Partito democratico è la prima firmataria di una proposta di legge regionale sulla ‘parità retributiva, il sostegno all’occupazione stabile e di qualità e l’imprenditoria femminile e la valorizzazione delle competenze delle donne': con l'approvazione in Commissione, la Giunta regionale ha stanziato 7,66 milioni di euro per il triennio 2021 – 2023 che si andranno ad aggiungere ai fondi della programmazione comunitaria per il 2014 – 2020. "Siamo la prima Regione in Italia a mettere nero su bianco che c’è un problema con il lavoro delle donne e a mettere in campo soluzioni concrete e diversificate per risolverlo – ha dichiarato Mattia in una nota – Lo facciamo, tutte e tutti insieme, con una legge riconosce la parità di genere come presupposto per un sistema equo di cittadinanza oltre che per lo sviluppo socioeconomico e che con 7,6 milioni di euro nel prossimo triennio attua una rivoluzione e risponde ad esigenze quanto mai urgenti dopo la pandemia che ha colpito duramente l’occupazione femminile. Lo facciamo, oggi, tutte e tutti insieme per costruire una Regione Lazio più forte, più giusta, che sappia in primo luogo recuperare ogni posto di lavoro perduto, tutelare quelli in bilico e creare nuova occupazione di qualità. Siamo chiamati tutti a un salto di qualità in un mondo già cambiato, che va veloce e ci richiede il meglio di ciò che possiamo".

Cosa prevede la legge sulla parità retributiva

La proposta di legge sulla parità retribuita approvata dalla Regione Lazio prevede, oltre alla messa in campo di strumenti per eliminare il gender pay gap, anche quelli per favorire l'inserimento e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. "Politiche attive del lavoro e formazione per le nuove competenze, educazione finanziaria e materie STEM, e incentivi alle imprese che assumono donne a tempo indeterminato – si legge nel comunicato stampa – Impegno contro le molestie nei luoghi di lavoro come previsto dalla convenzione ILO. Ancora, sostengo all’imprenditoria femminile e alle donne in condizioni di disagio con il microcredito, ma anche strumenti di conciliazione dei tempi di vita, per la diffusione di una cultura paritaria nelle imprese e per la rappresentanza equa dei generi nelle posizioni apicali".