Mamma e figlia uccise a Villa Pamphili, i deliri di Kaufmann in cella: “Io sono Dio, sono Gesù”

Cloni, enormi ricchezze, parentele altisonanti, convinzione di essere Dio. Sono i temi più ricorrenti nei discorsi sconnessi che Francis Kaufmann, imputato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della loro figlia Andromeda nel giugno 2025 a Villa Pamphili a Roma, ha fatto agli psichiatri incaricati della perizia dalla Corte d'Assise. "Del tutto incapace di partecipare al processo", questa la conclusione dei dottori Giovanni De Girolamo e Sara Pezzuolo. Ma, come sottolineano i due medici incaricati, "tale incapacità è reversibile se verranno quanto prima attuati i necessari trattamenti psichiatrici". Se, cioè, gli verranno somministrati i giusti farmaci.
Non si tratta di un'incapacità di intendere e di volere. Le valutazioni, inoltre, si fermano sullo stato mentale attuale di Kaufmann, anche conosciuto come Rexal Ford, recluso nel carcere di Regina Coeli. "Le informazioni disponibili e la totale assenza di informatori-chiave – aggiungono De Girolamo e Pezzuolo – non consentono in alcun modo di formulare ipotesi diagnostiche sufficientemente valide e riproducibili circa lo stato mentale dell’individuo nel giugno 2025, allorquando furono commessi i delitti per i quali è sotto processo".
I colloqui dei periti con Kaufmann: "Malibu è come l'Abruzzo"
I due psichiatri hanno lavorato alla loro diagnosi sulla base delle cartelle cliniche elaborate dai medici prima di Rebibbia e poi di Regina Coeli e di due colloqui avuti con Kaufmann-Ford il 13 e il 14 marzo scorso. Due colloqui molto diversi, per modalità e contenuto, descritti come "complessivamente problematici e cangianti".
Il primo colloquio, quello del 13, si è svolto nella sezione sanitaria della casa circondariale. In questa occasione l'imputato del duplice femminicidio della compagna e della figlia avrebbe "manifestato complessivamente un modesto livello di collaborazione", ma parlando come un fiume in piena travolgendo i medici con i racconti della sua vita e le sue teorie. Si arrabbia e alza il tono della voce quando lo interrompono per porgli una domanda.
"Sono nato a Malibu in una villa sulla spiaggia. Madonna, la cantante, era nostra vicina. Michael Jackson abitava proprio dall’altra parte della strada. A quel tempo fu davvero un’infanzia molto lussuosa, benestante", inizia così il racconto della sua vita. Ci tiene a specificare: "A Malibu non tutti sono famosi. Siamo persone normali, come contadini. Malibu è come l’Abruzzo: un bel posto di lusso vicino alla costa".
Le paranoie complottiste: "Ebrei e cinesi accordati per prendersi l'America"
La presunta opulenza della sua famiglia torna spesso ma in forme diverse. Prima il padre è un noto produttore, poi possiede la casa cinematografica Paramount, poi la Ford, poi la squadra di basket dei Los Angeles Lakers. Un impero che si sgretola a causa di un nemico mortale di Kaufman: "Tutto questo è stato preso dai cinesi. Ci sono tre cinesi che in questo momento stanno cercando di prendersi la mia azienda". Un'ossessione che si mischia con l'antisemitismo: "Gli ebrei malvagi… Hanno fatto un accordo con i cinesi per prendere il controllo dell’America dieci anni fa".
Un mondo alternativo di cui lui sarebbe il centro – "Io sono Dio. Sono il Signore. Sono Gesù Cristo", ma anche Zeus – e allo stesso tempo vittima. Sostiene di aver vissuto mille vite, nel corso di un'esistenza infinita e panteista: "Sono stato Picasso. Sono stato Claude Monet. Ero Napoleone dodicesimo. Sono stato Adriano". E poi ancora: Lenin, Mao Tse Tung e Decimo Massimo Meridio, il personaggio interpretato da Russel Crowe ne Il Gladiatore, per restare in questa grande e intricata sovrapposizione fra realtà e cinema. Sostiene anche di essere il nipote di Harrison Ford e, in quanto Lenin, il nonno di Tom Cruise, che "era il figlio di John F. Kennedy e Jacqueline Onassis".

I periti: "Eloquio torrenziale con passaggi scarsamente comprensibili"
Una tecnologia creata dalla sua famiglia per il Terzo Reich nazista, la clonazione, gli si sarebbe ritorta contro e sarebbe stata usata per incastrarlo. "Mi hanno sedato per tre ore e hanno creato diciannove cloni in Russia. E questi cloni hanno viaggiato in 327 Paesi (ndr, sono 205 i Paesi esistenti al mondo), cosa verificabile dai registri di volo. Aerei, aeroporti, 327 registri di volo per diciannove cloni creati dal governo russo, e li hanno acquistati. Il governo italiano ha acquistato quattro cloni per incastrarmi. La persona che è stata uccisa è una prostituta russa e sua figlia". Con discorsi come questo, il 13 marzo, travolge i periti, che riportano come "l'eloquio appariva spesso torrenziale, talora compromesso da una marcata disorganizzazione concettuale, con passaggi scarsamente comprensibili e perdita della coerenza comunicativa nei momenti di maggiore destrutturazione".
"Non le ho uccise, potrebbero essere vive"
Il secondo colloquio, quello del 14, si è svolto nella sezione di Regina Coeli dove è detenuto, attraverso le sbarre della cella, poiché si è rifiutato di scendere nell'ambulatorio. Nel corso delle due ore, scrivono De Girolamo e Pezzuolo, "appariva molto più tranquillo del giorno precedente e non vi sono stati momenti di tensione". Le sue risposte sono brevi, talvolta monosillabiche, ma spesso si contraddice circa la sua relazione con Anastasia, che sostiene anche di non conoscere. È fermo, però, nel sostenere di essere innocente, arrivando anche a ipotizzare che mamma e figlia siano ancora vive, e nel non volere medicine: "Non mi avvelenerai".
Gli psichiatri: "Quadro clinico grave, non sta simulando"
La diagnosi degli psichiatri incaricati è pesante per certi versi: "Il grave deficit nel controllo degli impulsi e la totale mancanza di cooperazione configuravano un quadro di elevata criticità clinica e gestionale, con necessità di intervento terapeutico urgente e attento monitoraggio del rischio comportamentale", scrivono. Inoltre Kaufmann mostra alcuni dei criteri diagnostici del disturbo di personalità antisociale: incapacità di conformarsi alle norme sociali, disonestà, impulsività o incapacità di pianificare, irritabilità, aggressività, noncuranza sconsiderata della sicurezza propria e degli altri, mancanza di rimorso.
Ma De Girolamo e Pezzuolo si sono recati a Regina Coeli anche per rispondere a un'altra domanda dei giudici: Francis Kaufamm, o Rexal Ford che dir si voglia, sta fingendo? Sta simulando un'incapacità di comprendere ciò che lo circonda? Secondo i periti no, "il comportamento esibito dal Sig. Ford nel corso delle due prolungate sessioni di valutazione non è definibile come un comportamento simulatorio". Dovrà, però, essere un'osservazione prolungata e un trattamento psicofarmacologico con farmaci antipsicotici a confermarlo.