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Prenotazioni fantasma nel Lazio: “Mio figlio non ha potuto fare la visita, dicevano che ero rinunciataria”

A molti cittadini visite mai prenotate risultano disdette. Così si perde la priorità nelle liste d’attesa. D’Amato (Azione): “Rocca spieghi cosa sta succedendo”.
A cura di Francesco Esposito
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Uno strano fenomeno si starebbe verificando nei sistemi informatici della sanità del Lazio: la comparsa massiccia di ‘prenotazioni fantasma'. Immaginate di recarvi a un centro unico prenotazioni (cup), oppure telefonare, per richiedere un esame o una visita con regolare ricetta del vostro medico di base. L'impiegato dell'Asl, però, vi fa notare che quella prestazione voi l'avevate già chiesta, ma poi avete rinunciato, perdendo quindi la priorità.

Secondo una testimonianza raccolta dal consigliere regionale di Azione Alessio D'Amato, che sul tema ha presentato un'interrogazione, questo sta succedendo ogni giorno a tanti cittadini e cittadine. "È un meccanismo gravissimo che sta colpendo i pazienti del Lazio e che rischia di compromettere il diritto alle cure – spiega D'Amato a Fanpage.it -. Stiamo ricevendo segnalazioni sempre più numerose di cittadini che, pur non avendo mai prenotato né disdetto alcun appuntamento, risultano dal sistema come rinunciatari e pertanto perdono la classe di priorità".

Il consigliere regionale Alessio D’Amato
Il consigliere regionale Alessio D’Amato

La testimonianza di una mamma: "Ho perso la priorità per la visita di mio figlio"

Negli scorsi giorni una mamma ha chiamato il numero del Cup con una ricetta firmata dal medico di base il 18 febbraio con priorità di 30 giorni. Le serve una visita dermatologica per il figlio: presenta nei atipici che vanno controllati . I primi appuntamenti disponibili erano a luglio oppure a gennaio 2027, in barba all'urgenza della visita. In risposta alla richiesta di chiarimenti, racconta la donna, gli è stato notare che aveva già ottenuto un appuntamento agli Istituti fisioterapici ospedalieri per lo scorso 23 febbraio, ma aveva rifiutato perdendo la priorità. Un appuntamento che lei non ha mai prenotato.

"Un meccanismo contorto tramite il quale saltano la priorità, la classe di urgenza e perfino l’accesso alla prestazione. Un gioco delle tre carte per ripulire le liste di attesa", accusa D'Amato, che insieme agli altri consiglieri di opposizione ha da subito contestato la riforma della durata delle ricette mediche. La limitazione, da 180 giorni a un massimo di 130 a seconda dell'urgenza, sarebbe servita solo a far scadere le impegnative prima che i pazienti possano prenotare, così da ridurre le liste d'attesa in maniera artificiosa.

Sanità, liste d'attesa ancora bloccate

Da tempo i dati di partenza sulla sanità del Lazio non sono incoraggianti. Secondo quanto raccolto da Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, quasi la metà dei cittadini (48,8%) non ottiene l'appuntamento medico richiesto e addirittura il 70% si è scontrato con liste d'attesa chiuse. Chi ha le possibilità ricorre al privato, e in questo i laziali sono i primi in Italia. Ma altri non possono e, come spiega l'ultimo rapporto sulla sanità regionale della Fondazione Gimbe, il Lazio è la prima regione per percentuale di persone che hanno rinunciato a una o più prestazioni sanitarie per motivi economici.

Leggendo i commenti sui social sembra che niente sia cambiato. "Stamattina dovevo prenotare una visita neurologica per mia mamma, allettata e novantaduenne… Per tutto l'anno non c'è niente… Ma non di dovevano sveltire le file?", scrive una donna, mentre altri segnalano continui annullamenti e riprogrammazioni a mesi di distanza. "Sembrerebbe che gli stessi operatori si trovino in grande difficoltà e che questa situazione si ripeta ogni giorno – aggiunge il consigliere e responsabile nazionale Welfare di Azione -. Le prenotazioni fantasma rischiano di diventare l’ennesimo ostacolo artificiale all’accesso alle cure. Un fatto gravissimo che altera il funzionamento del sistema ReCUP e scarica sui pazienti errori o anomalie che non dipendono da loro".

D'Amato: "Rocca spieghi cosa succede con le prenotazioni fantasma"

Proprio per capire l'origine di queste anomalie il consigliere D'Amato ha presentato l'interrogazione in Consiglio Regionale. "Chiedo al presidente Rocca di spiegare cosa sta accadendo, di conoscere quanti casi di prenotazioni fantasma siano stati registrati, se siano state date indicazioni operative al ReCUP, quanti pass di garanzia siano stati erogati dal 1° febbraio e quanti siano i cittadini costretti a rifare la prescrizione perché nel frattempo è scaduta – conclude -. Non si può continuare a scaricare sui cittadini inefficienze e disfunzioni del sistema". Per fare chiarezza bisogna aspettare la risposta del presidente (e assessore alla Sanità), intanto i giorni passano e sempre più ricette scadono.

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