Irina ritrova la sua famiglia dopo 25 anni: “Un colpo al cuore conoscere mia nipote, torneremo in Tagiskistan”

"Lola era assolutamente convinta di trovarmi. Poteva impiegare una settimana, un mese. Non importava. Lei sapeva che mi avrebbe trovato". E ha avuto ragione. A qualche giorno dalla pubblicazione di un post su Facebook Lola, arrivata dal Tagikistan a Siena per ragioni di studio, è riuscita a rintracciare la zia Irina pubblicando un appello su un gruppo di quartiere a cui la zia ha risposto. Pochi giorni dopo è salita su un treno e l'ha raggiunta.
"All'inizio non ci siamo subito riconosciute. Ho sentito parlare russo, mi sono voltata. Ma avevo visto le foto sui social, me l'aspettavo con i capelli più lunghi". Invece era proprio la nipote. "I nostri occhi si sono guardati e si sono riconosciuti. Eravamo davvero noi. La gioia è stata immensa per entrambe. Siamo andate subito a prendere un caffè. Abbiamo iniziato a recuperare tutto ciò che è rimasto in sospeso in tutti questi anni. E ancora non abbiamo finito".

Irina ci accoglie in casa, con i suoi tre gattoni. Con lei c'è Lola, arrivata da Siena per conoscere la zia ritrovata. "Ho trovato una lettera all'interno di alcuni scatoloni di vecchie cianfrusaglie di famiglia, era poco dopo Capodanno. Ho letto il nome di Irina e ho voluto provare a rintracciarla: anche lei era in Italia come me. Nell'indirizzo del mittente c'era la via di Torpignattara dove viveva all'epoca".
Oltre 25 anni dopo la stesura della lettera la ragazza si è messa alla ricerca di quella zia di cui non conosceva neppure l'esistenza. "Ho cercato prima di tutto l'indirizzo su Google Maps, poi il nome sui social. Le avevo scritto su Instagram, ma non mi ha mai risposto. Allora ho deciso di scrivere tutto nei gruppi di quartiere. Era a Torpignattara e ho pensato che qualcuno potesse averla conosciuta. Lei o suo marito. E alla fine ci sono riuscita", ripercorre Lola. "Non mi aspettavo di riuscire a ricevere risposta così velocemente. Ma per fortuna è successo".

La storia di Irina è molto travagliata. Negli anni Novanta, dopo la caduta dell'URSS, come molte altre persone d'origine Russia ha lasciato il Tagikistan. Una volta in Russia, ha conosciuto quello che sarebbe diventato suo marito. Ed è arrivata a Roma.

"Volevo, dovevo reinventarmi. In Tagikistan ero un'ostetrica. Così ho scelto provato a chiedere il riconoscimento del titolo anche qui. Ho scritto una lettera alla famiglia di mio padre. Dopo aver avuto me e mia sorella si era rifatto una famiglia, una seconda moglie e altre quattro figlie. Fra loro, la madre di Lola – continua Irina – Nessuno ha mai risposto a questa lettera. Così sono partita nel 2001 per il Tagikistan. Sono anche passata a casa loro. Ma non abbiamo mai approfondito i nostri legami. Poi è arrivata Lola", la nipote, che con un post su Facebook ha fatto sapere a Irina che qualcuno la stava cercando.

"Non pensavo potesse essere possibile. Ho quasi pensato potesse essere una fregatura. Poi ho visto le foto: c'era mio papà, c'era la sua seconda moglie. E soprattutto c'era la lettera che avevo inviato 25 anni prima. Con la mia scrittura. Così ho capito che c'era davvero qualcuno che voleva mettersi in contatto con me, nessuna fregatura", continua Irina.
"Pensavo di aver chiuso con il Tagikistan. E invece mi trovo a programmare il prossimo viaggio insieme a mia sorella. Pensavamo di essere sole al mondo. Ma oggi, grazie a Lola, sappiamo che non è così".