Giada Crescenzi non ricorda di aver ucciso Stefania Camboni: “È un nuovo caso Franzoni”

Le prove che la inchiodano lasciano pochi dubbi ma lei ripete di non ricordare nulla di quella notte del 15 maggio dello scorso anno. Giada Crescenzi è accusata di aver ucciso con più di trenta coltellate la suocera Stefania Camboni. Da nove mesi la ragazza, che viveva insieme al compagno Francesco Violoni e la vittima in un villino a Fregene dove è avvenuto il delitto, ripete di non riuscire a ricordare cosa è accaduto in quelle ore notturne.
"Un nuovo caso Franzoni"
Stamattina, all'apertura del processo con rito immediato nell'aula bunker di Rebibbia, le due avvocate Anna Maria Anselmi e Maria Grazia Cappelli, legali di Giada Crescenzi, hanno depositato una perizia di parte a cura dello psichiatra Alberto D’Argenio. Secondo questo documento la 33enne sarebbe affetta da “un forte stato dissociativo” e non ricorderebbe nulla di quanto accaduto quella notte. "Lei ricorda solo alcuni momenti e in maniera molto contorta. Ha dei black out che ricordano, secondo il nostro perito, il caso Franzoni", ha spiegato a Fanpage.it Anna Maria Anselmi. Secondo questa tesi, anche l'aver accusato il suo compagno del delitto, non sarebbe altro che una proiezione per "convincere" la sua mente di non aver commesso il delitto.

Oggi in aula le due legali hanno anche chiesto una perizia psichiatrica (CTU) per avere un ulteriore parere ed accertare le condizioni dell'imputata. Su questo la corte dovrebbe sciogliere la riserva durante la prossima udienza prevista il 14 aprile.
La reazione della famiglia della vittima
"La versione di un dissociamento e di un'incapacità di Giada al momento del delitto contrasta in modo evidente con tutte le dichiarazioni che ha reso. Ha sostenuto di non aver sentito nulla e di aver scoperto il cadavere solo la mattina quando il compagno è rientrato da lavoro. Davanti al gip ha perso quindi la memoria e si è avvalsa della facoltà di non rispondere per poi ritrovarla settimane dopo per accusare il suo compagno del delitto. Riteniamo che non ci sia spazio per questa eventualità", ha commentato l'avvocato di Francesco Violoni, figlio della vittima, Massimiliano Gabrielli.
