Da oggi, lunedì 5 ottobre, la stazione Castro Pretorio della linea B della metropolitana di Roma resterà chiusa per lavori di sostituzione delle scale mobili e degli ascensori, che hanno raggiunto i 30 anni di utilizzo. Per questo tutti i treni passeranno per la stazione, ma non effettueranno la fermata. Dal prossimo 29 novembre, per lo stesso motivo, chiuderà anche la fermata Policlinico.

Non basteranno due mesi per la riapertura delle due stazioni

Rispondendo a un utente su Twitter, Roma Mobilità spiega che "si è sfalsata la chiusura" delle due stazioni "il più possibile. In questo modo per un mese sarà chiusa solo 1 stazione e, a fine lavori, sarà chiusa per un mese solo l'altra. Castro Pretorio ha chiuso oggi e Policlinico chiuderà dal 29 novembre. Quindi ci aspettiamo che Castro Pretorio riapra due mesi prima di Policlinico". Per completare i lavori, comunque, non basterà un mese, come ammette Roma Mobilità, ma servirà più tempo. I lavori non potevano essere eseguiti in estate perché in quei mesi "Atac è intervenuta tra EUR Magliana e Laurentina, nel frattempo vanno avanti i lavori sulla Metro C e durante il lockdown sono stati bloccati tutti i cantieri. La chiusura di Castro Pretorio dovrebbe creare un disagio limitato anche visti i passeggeri del periodo".

I disagi, però, ci sono stati per i lavoratori, perché la zona di Castro Pretorio è piena di uffici e in più c'è anche l'università La Sapienza. I viaggiatori sono costretti a scendere alla stazione Termini, che dista soltanto quindici minuti a piedi, ma questo significherà più affollamento in quella fermata. Almeno fino a Natale la situazione sarà questa e da fine novembre, come anticipato, chiuderà anche la stazione Policlinico. Attacca Davide Bordoni, consigliere capitolino della Lega: "Ancora disagi nel trasporto pubblico per i cittadini romani che giustamente protestano per la chiusura odierna di una stazione nevralgica come quella di Castro Pretorio a cui farà seguito quella del Policlinico Umberto Primo. Chiusure che si protrarranno per mesi costringendo i cittadini a trovare soluzioni alternative nel trasporto in superficie con tutte le incognite del caso. Non si capisce perché tali lavori non siano stati eseguiti o iniziati nel periodo estivo, naturalmente con le dovute cautele per la situazione sanitaria, ma prendono il via quando l'attività lavorativa è più intensa. Una situazione di evidente precarietà per la mobilità cittadina che si aggiunge a tutta una serie di altri problemi che attanaglia la Capitale".