Da oggi, martedì 6 aprile, il Lazio torna in zona arancione. Dopo i giorni delle festività Pasquali in rosso, adesso le restrizioni tornano leggermente ad allentarsi, anche se la regione non potrà comunque andare in zona gialla almeno fino a fine aprile. Questo perché il decreto legge di mercoledì 31 marzo ha deciso che nessuna regione potrà passare in quella fascia per almeno un altro mese. Nemmeno se la curva dei contagi iniziasse a scendere sensibilmente e l'Rt dovesse arrivare di molto sotto l'uno. La soglia per passare automaticamente in zona rossa, invece, è fissato a 1.25: se il Lazio dovesse superare questa soglia nelle prossime settimane, si rischierebbe la zona rossa.

Cosa apre in zona arancione nel Lazio

Oggi, martedì 6 aprile, con l'ingresso del Lazio in zona arancione aprono negozi e centri commerciali. Quest'ultimi possono essere aperti solo nei giorni feriali, mentre devono restare chiusi nei festivi e prefestivi. Al loro interno possono continuare a esercitare la loro attività farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. In zona arancione riaprono anche parrucchieri e centri estetici, mentre rimangono chiusi bar, pasticcerie e ristoranti. È sempre consentito l'asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio con orario illimitato, a eccezione per i bar senza cucina che devono chiudere alle 18.

Le regole per gli spostamenti in zona arancione

In zona arancione rimane in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. In quella fascia oraria ci si può spostare solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Durante la giornata ci si può spostare liberamente all'interno del proprio comune, ma sono vietati gli spostamenti al di fuori di esso e della propria regione se non per i motivi già sopraindicati. Si può andare a far visita ad amici e parenti per un massimo di due persone non appartenenti al nucleo famigliare, esclusi minori di quattordici anni, disabili e persone non autonome. Per chi vive in un comune fino a 5mila abitanti è consentito spostarsi entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune, tranne che verso i capoluoghi di provincia. Consentito praticare attività motoria o sportiva all'aria aperta in forma individuale e mantenendo la distanza interpersonale di due metri.