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La morte dell'ultras Fabrizio Piscitelli a Roma

Confermata condanna a 30 anni per il braccio destro di Diabolik, boss dei narcos di Roma

Fabrizio Fabietti, braccio destro di Fabrizio Piscitelli, ucciso a Roma il 7 luglio 2019, è stato condannato a 30 di carcere. La conferma della sentenza di primo grado dalla Corte d’Appello.
A cura di Natascia Grbic
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Sono state confermate dalla Corte d'Appello di Roma le condanne per le persone coinvolte nella maxi indagini ‘Grande Raccordo Criminale‘, che ha portato in carcere decine di persone accusate di far parte di una banda di narcotrafficanti. In particolare è stata confermata la condanna di Fabrizio Fabietti, il braccio destro di Fabrizio Piscitelli, ucciso al parco degli Acquedotti il 7 agosto 2019. Condannato in appello a dieci anni anche Dorian Petoku, l'uomo evaso nei giorni scorsi da una comunità di recupero in provincia di Napoli, dove era stato trasferito nonostante il parere contrario della procura di Roma. L'uomo non è stato ancora arrestato ed è tuttora latitante.

"Era Fabietti a dare le disposizioni ai sodali – hanno scritto i giudici nella sentenza di condanna -. Poteva contare sull'apporto di stabili fornitori di ingenti quantitativi di sostanza, di corrieri e depositari dello stupefacente, di un nutrito gruppo di acquirenti della droga, che non erano pusher al minuto, ma acquirenti di consistenti quantitativi che distribuivano attraverso loro reti sul territorio". L'organizzazione era stabile tanto che, nonostante l'arresto di pusher e corrieri, oltre che il sequestro di ingenti quantità di sostanze stupefacenti, "l'organizzazione era in grado di continuare ad operare".

È stata esclusa l'aggravante del metodo mafioso, perché "non ha alcuna incidenza né sulla configurabilità dell'associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti né sul ruolo centrale di Fabietti nell'organizzazione alla luce degli elementi probatori acquisiti e richiamati; come sottolineato dal primo giudice, all'esclusione si è pervenuti in quanto dall'istruttoria dibattimentale non era emerso un ruolo di Piscitelli, ritenuto verosimilmente legato a contesti mafiosi, nell'ambito dell'organizzazione".

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