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Complottisti e no vax minacciano l’università la Sapienza per il corso sugli studi di Genere

L’università la Sapienza di Roma è stata attaccata da complottisti e no vax per l’istituzione della laurea magistrale in Gender Studies. La consigliera dem Mattia: “A distruggere la società non è il femminismo ma l’ignoranza”.
A cura di Natascia Grbic
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"Riempiamo di merda l'università la Sapienza. Non restiamo a guardare mentre il cancro femminista distrugge la società". Il principale ateneo di Roma è stato preso di mira da uno dei tanti gruppi complottisti che affollano Telegram.

Oggetto delle minacce e degli insulti: l'annuncio dell'istituzione di una laurea magistrale in Gender Studies, prima in Italia. Tanto è bastato per scatenare il livore dei gruppi in cui si affollano e sovrappongono neofascisti, negazionisti del covid, sostenitori delle più fantasiose teorie del complotto. "Non lasciamoci distruggere da una minoranza malata", tuonano ancora, insieme ad altri insulti (e assurdità) irripetibili.

I messaggi d'odio sono stati diffusi su un gruppo che conta migliaia di iscritti e diffusi anche in altre chat. Gli organizzatori hanno inoltre diffuso i contatti mail e telefonici della Sapienza, invitando a bombardare gli uffici di messaggi e chiamate. Un'intimidazione che ha suscitato sdegno.

“Trovo assurde e inaccettabili le minacce ricevute dall’Università La Sapienza di Roma per via dell’attivazione del corso ‘Gender studies', culture e politiche per i media e la comunicazione' – ha dichiarato la consigliera regionale dem Eleonora Mattia – Sembrerebbero provenire da un gruppo di estremisti già attivi nel movimento no vax, ma le parole mostrano un messaggio pericoloso e da contrastare con chiarezza: a distruggere la società non è il femminismo, né la scienza che ci ha permesso di superare la fase più acuta della pandemia, ma l’ignoranza e la violenza – verbale e virtuale, tanto quanto quella fisica – di chi non riconosce nel sapere, nella valorizzazione delle differenze e nella cultura valori fondanti della democrazia e della convivenza sociale. Piena solidarietà all’Ateneo romano, tutti e tutte le docenti e il corpo studentesco coinvolto nel corso finito nel mirino degli haters su Telegram".

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