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“Ciao Sara”, a Perugia la scritta per l’anarchica Ardizzone morta a Roma: indaga la digos

A Perugia una scritta in memoria di Sara Ardizzone, una dei due anarchici morti nell’esplosione del casolare a Parco degli Acquedotti. Il saluto anche degli ultras del Perugia.
A cura di Francesco Esposito
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Una scritta su un muro per salutare Sara Ardizzone, la militante anarchica morta in un'esplosione insieme ad Alessandro Mercogliano mentre realizzavano un ordigno lo scorso giovedì 19 marzo a Roma, è apparsa vicino alla stazione di Fontivegge a Perugia, città dove Ardizzone è cresciuta. La digos della questura umbra sta ora indagando per provare a rintracciare gli autori che con bomboletta nera hanno tracciato "Nella gioia, nella rabbia, nel distruggere la gabbia", verso di una canzone del 1977 del cantautore Gianfranco Manfredi, e ancora "Ciao Sara. Ribelle come noi". Affianco, una falce e martello e una A cerchiata, simbolo dell'anarchismo.

Sara Ardizzone, nata a Roma e cresciuta a Perugia

Nata Roma, Sara Ardizzone ha vissuto a Perugia la giovinezza, frequentando il liceo classico Annibale Mariotti e facendo le prime esperienze politiche. Ancora adesso risultava residente poco distantante, a Castel San Felice, frazione del comune di Sant'Anatolia di Narco. A Perugia ha vissuto anche vicende legali a causa della sua militanza anarchica. Su tutte il procedimento Sibilla, inchiesta per istigazione a delinquere e all'eversione terrorista nata dalle indagini sulla rivista Vetriolo, prodotta da un circolo anarchico di Spoleto. A seguito dell'udienza preliminare – in cui Ardizzone dichiarò: "Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato" – lei e altri undici imputati, fra cui Alfredo Cospito, sono stati prosciolti.

Il saluto degli ultras del Perugia: "La ricordiamo giovane ribelle"

A salutare l'anarchica, con un post sui social, anche alcuni ultras del Perugia, che la ricordano anche come la figlia di Giuseppe, "uno di noi, compagno di mille bevute, di innumerevoli partite vissute spalla a spalla nel parterre, di tante trasferte affrontate insieme in pullman, treno, auto". Alla curva anche Sara Ardizzone stessa non era estranea. "La ricordiamo giovane ribelle, birretta in mano e sciarpa biancorossa al collo, in Curva Nord, che seppur per poco è stata anche la sua curva – continua il post -. La sua tragica storia ci ricorda che qualsiasi lotta, giusta o sbagliata, costa, non è un gioco e che le battaglie si affrontano sul serio, in prima linea e senza compromessi". Per un po' spunta anche il mi piace di Serse Cosmi, perugino doc, storico allenatore del Perugia e oggi alla Salernitana, ma è stato rimosso.

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