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Centinaia di reperti dell’antica Roma nel caveau dell’oligarca bulgaro: indagato Vasil Bojkov

La procura di Roma indaga su Vasil Bojkov, magnate bulgaro del gioco d’azzardo, per 300 reperti ritenuti parte del patrimonio archeologico italiano.
A cura di Francesco Esposito
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Il miliardario Vasil Bojkov, accusato di aver trafugato reperti d’epoca romana
Il miliardario Vasil Bojkov, accusato di aver trafugato reperti d’epoca romana

Ha costruito una fortuna con il gioco d'azzardo e le scommesse sportive ed è sospettato di avere stretti legami con la criminalità organizzata bulgara. Ma il miliardario Vasil Bojkov (o Bozhkov, a seconda della traslitterazione), soprannominato ‘il Teschio', è anche un grande appassionato di antichità, tanto da avere una vasta collezione di reperti che in passato sono stati esposti in vari musei d'Europa. Ora però la procura di Roma indaga su come si sia procurato trecento oggetti che si ritiene appartengano al patrimonio archeologico italiano.

L'indagine su 300 reperti custoditi a Sofia

L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pubblico ministero Paolo Francesco Marinaro, nasce da una segnalazione delle autorità bulgare. Come riporta Repubblica, a Sofia sono stati inviati i militari della compagnia dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, sotto il comando del colonnello Paolo Befera.

Le analisi degli esperti hanno confermato l'autenticità degli oggetti, che sono stati posti sotto sequestro temporaneo. Prima di un loro eventuale rientro in Italia, bisognerà attendere che terminino le indagini della polizia bulgara.

La collezione di Bojkov

Il patrimonio archeologico accumulato da Bojkov nel corso degli anni sarebbe però molto più consistente, oltre a essere distribuito fra vari caveau in tutta Europa. Il miliardario coltiva da tempo una passione per la storia della Tracia, il nome d'epoca romana dell'area oggi corrispondente alla Bulgaria. Nel 2004 ha creato una fondazione con lo scopo di sostenere la ricerca e la conservazione del patrimonio culturale e storico bulgaro e non solo. Oltre ad acquistare reperti, Bojkov ha finanziato scavi archeologici e la sua collezione è stata studiata da vari esperti ed esposta al Museo di Storia Nazionale di Sofia.

L'ascesa del Teschio

“Il Teschio”, però, non ha il tipico profilo del filantropo. Nato nel 1956, si fa notare dai servizi di sicurezza della Bulgaria comunista negli anni Ottanta per attività di gioco d'azzardo illegale. Con la caduta del regime rende ufficiale la sua attività investendo in società di gioco d'azzardo, scommesse sportive e nella costruzione di casinò. Nel 1994 fonda una banca, mentre nel 1999 entra ufficialmente nel mondo dello sport, acquistando la squadra di calcio del CSKA Sofia, che possiede fino al 2006. Nel 2019 assume poi la proprietà dei rivali del Levski.

I legami con la criminalità

Nel corso degli anni i sospetti sui suoi legami con la criminalità organizzata si moltiplicano. Nel 2009, come riportato da documenti diffusi da WikiLeaks, l’ambasciatore statunitense in Bulgaria John Ordwick lo definisce "il gangster più infame" e afferma che fosse attivo "nel riciclaggio di denaro, nelle frodi sulle privatizzazioni, nelle minacce, nell’estorsione, nel racket e nel commercio illegale di oggetti d’antiquariato".

Bojkov il politico

Negli ultimi anni Bojkov si è dedicato anche alla politica. Nel 2020, da Dubai, dove viveva in autoesilio, ha annunciato l’intenzione di entrare sulla scena politica con un nuovo progetto. L'anno successivo ha lanciato Estate Bulgara, candidandosi alle elezioni politiche senza riuscire a entrare in Parlamento. Nel 2024, mentre si trovava ai domiciliari, ha creato un nuovo partito, Centro, con cui si è candidato alle ultime elezioni europee.

Nelle ultime settimane ha sostenuto le proteste di massa che hanno portato alla caduta del governo bulgaro il 12 dicembre scorso.

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