Caso Serena Mollicone, la figlia di Santino Tuzi: “Perizia balistica incompatibile con il suicidio”

"Mio padre non si è suicidato e i risultati della perizia balistica lo dimostrano". Maria Tuzi contattata da Fanpage.it annuncia che nei prossimi giorni Dario Sangermano illustrerà in conferenza stampa i risultati dello studio condotto sulle fotografie riguardanti il ritrovamento del cadavere del brigadiere Santino Tuzi, la cui morte è stata ricondotta a un suicidio con movente passionale. Il consulente incaricato dalla figlia del carabiniere spiegherà i dettagli tecnici attraverso alcune videoricostruzioni.
La perizia balistica per chiedere la riapertura del caso Tuzi
La documentazione della perizia balistica verrà poi depositata in Procura, per chiedere che venga riaperto il caso e vengano disposte nuove indagini. Santino Tuzi è il militare che ha dichiarato di aver visto Serena Mollicone entrare nella caserma dei carabinieri di Arce senza vederla uscire. La diciottenne è scomparsa il primo giugno del 2001 ed è stata trovata morta due giorni dopo in un bosco, con mani e piedi legati e una busta di plastica in testa. Tuzi è stato trovato morto senza vita l'11 aprile 2008 all'interno della sua auto, nei pressi della diga di Sant’Eleuterio, vicino Sora.
"Sono molto contenta, perché i dubbi che avevo sulla morte di mio padre stanno per avere delle risposte – spiega a Fanpage.it Maria Tuzi, commentando i risultati degli accertamenti balistici – Risposte che confermano ciò di cui io sono convinta da anni: mio padre non si è suicidato". Il consulente ha cercato di ricostruire quanto accaduto al brigadiere, valutando un'ipotesi omicidiaria e comparandola con l'ipotesi suicidiaria.
"Anomalie con dinamica del suicidio"

"Il consulente nella perizia balistica ha evidenziato delle anomalie con la dinamica del suicidio" anticipa Tuzi. Un lavoro quello del perito che, partendo da uno studio delle fotografie del ritrovamento del cadavere del brigadiere, ha considerato vari aspetti tra i quali la posizione del corpo, della mano e della pistola. "Il consulente si è limitato a comparare le ipotesi dell'omicidio e del suicidio in base agli elementi che aveva a disposizione". Maria Tuzi è sempre stata convinta che la morte di suo padre sia riconducibile all'omicidio di Serena Mollicone e che i due casi siano strettamente collegati tra loro. I famigliari del brigadiere Tuzi erano parte civile nel processo Mollicone, poi esclusi con la chiusura del caso.
"Su mio padre si è detto di tutto, a distanza di anni io cerco ancora delle risposte e voglio che sia fatta verità e giustizia, come voglio che avvenga per Serena". Per l'omicidio Mollicone sono imputati Franco Mottola, ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, del figlio Marco e della moglie Annamaria. Dopo l'annullamento della sentenza di assoluzione da partedella Suprema Corte di Cassazione per "passaggi che motivazionali talmente contraddittori tra loro da risultare incomprensibili" dovranno affrontare un nuovo processo.