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Acca Larentia, la frase shock di Mollicone (Fdi): “Croce celtica? Non è simbolo fascista ma religioso, analfabeti”

Così il presidente della commissione Cultura della Camera Federico Mollicone alla commemorazione di Acca Larentia. Presente anche il presidente del Lazio Rocca.
A cura di Francesco Esposito
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Foto Lapresse
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"La croce celtica simbolo del fascismo? No, è una croce religiosa cattolica", questa l'uscita di Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera ed esponente di Fratelli d'Italia, a margine della commemorazione istituzionale della strage di Acca Larentia avvenuta a il 7 gennaio 1978 a Roma nel quartiere Tuscolano. Ignorando o omettendo come il simbolo, storicamente legato anche al cattolicesimo irlandese, sia utilizzato nella sua forma stilizzata dai movimenti neofascisti e suprematisti d'Italia e d'Europa, Mollicone ha aggiunto rivolto ai giornalisti: "Documentatevi, per favore. Siete degli analfabeti. Fate piuttosto un'inchiesta su chi ha ucciso questi ragazzi".

Mollicone: "Roma Capitale intitoli una strada alle vittime di Acca Larentia"

Il 48esimo anniversario dell'agguato davanti all'ex sede del Movimento sociale italiano, in cui persero la vita i giovanissimi Francesco Ciavatta e Franco Bigonzetti e nel pomeriggio il 20enne Stefano Recchioni, è l'occasione per Mollicone di rilanciare una vecchia idea della destra romana. "L'appello, come presidente della commissione cultura di Montecitorio, è che il comune di Roma riconosca una via a questi tre ragazzi come vittime del terrorismo. Un iter che era stato avviato fino al 2013 ma poi decaduto per cambio amministrazione. Ecco, questo sarebbe unificante", ha concluso.

Rocca: "Di fronte alla violenza politica dobbiamo essere tutti uniti"

Alla commemorazione ha partecipato anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che, a nome dell'istituzione regionale, ha depositato una corona di fiori: "Sono qua questa mattina per ricordare questo episodio barbaro per il quale a distanza di così tanti anni ancora non sono stati individuati gli autori e, a mio avviso, non si è mai fatto abbastanza per trovarli. È importante che le istituzioni trovino una sintesi di fronte alla morte senza senso di tre ragazzi. Di fronte alla violenza politica dobbiamo essere tutti uniti", ha detto Rocca.

Oltre al presidente del Lazio e a Mollicone, erano presenti anche il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il senatore di Fdi Andrea De Priamo.

Alle 18 il rito del "presente"

Sul presto, prima delle 8.30 del mattino, è arrivata la corona del Comune di Roma, poi raggiunta anche da quelle delle altre istituzioni e da un mazzo di fiori dell'organizzazione neonazista Veneto Fronte Skinheads. Intorno i manifesti che chiamano a raccolta "i camerati" per le 18.00, quando si svolge il rito del "presente" accompagnato dal saluto romano. "Quelle sono scelte individuali", ha risposto Rocca interrogato dalla stampa. "Se ci sono comportamenti al di fuori della legge è la magistratura che deve deve accertarlo. Messaggi politici da dare? Cosa c'è di politico? Stiamo ricordando dei ragazzi che sono che sono caduti".

Rifondazione comunista: "Vengano rimossi tutti i manifesti"

Da giorni, sui muri del quartiere Appio-Latino e Tuscolano, sono comparsi i manifesti della commemorazione militante delle 18.00. "Nel giorno della commemorazione di Acca Larentia, denunciamo con allarme il clima che si respira a Roma", ha dichiarato Giovanni Barbera, segretario romano e membro della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista. "Alla vigilia di oggi la città è stata tappezzata di manifesti con simboli e slogan neofascisti, trasformando muri e strade in strumenti di propaganda di un'ideologia bandita dalla Costituzione. Chiediamo la rimozione immediata di questi vergognosi manifesti e di ogni materiale che configuri apologia di fascismo".

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