Può accedere al reddito di cittadinanza solamente chi ha lavorato almeno due anni, anche se non continuativi, nell’arco degli ultimi dieci anni. È quanto prevede un emendamento della Lega al decreto su reddito di cittadinanza e pensioni quota 100. Secondo quanto proposto dal Carroccio, “almeno uno dei componenti” del nucleo familiare deve aver corrisposto “nei dieci anni precedenti imposte e contributi da lavoro, in un qualsiasi importo e per almeno 24 mesi, anche non continuativi”. Altra proposta di modifica avanzata dalla Lega riguarda l’obbligo di svolgere un anno di Servizio civile universale per chiunque richieda il reddito di cittadinanza e abbia tra i 18 e i 28 anni. Nello specifico, questa proposta della Lega prevede una “presenza media settimanale di 25 ore” al Servizio civile. Ci sarebbe, comunque, un’esenzione per coloro che hanno già svolto il Servizio civile nazionale e universale. La gestione e l’organizzazione sarebbe eventualmente delegata alle Regioni e alle province, mentre l’attività di controllo spetterebbe ai centri per l’impiego.

La Lega punta anche a introdurre una serie di paletti stringenti per l’accesso al reddito da parte dei cittadini stranieri. In particolare, dovranno “produrre apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'Autorità consolare italiana”. Il Carroccio chiede anche di poter rinnovare “una sola volta, per un periodo pari alla prima erogazione”, la misura voluta dal M5s. Ad oggi si prevede soltanto uno stop di un mese prima di ogni rinnovo di ulteriori 18 mesi. La Lega, inoltre, punta anche ad un aumento dei coefficienti della scala di equivalenza per le famiglie con disabili e all’esclusione dell’assegno di invalidità dal calcolo dell’Isee.

Gli emendamenti del M5s

Molte le proposte di modifiche avanzate anche dal Movimento 5 Stelle. Che chiede di estendere, in caso di impiego sommerso col reddito di cittadinanza, le sanzioni maggiorate contro il lavoro nero già previste in caso di impiego di lavoratori stranieri irregolari e di minori in età non lavorativa. Si tratterebbe di una maxi-sanzione incrementata dal 20%. Si chiede di applicare ai beneficiari del reddito le agevolazioni del bonus elettricità, gas e acqua per i clienti in difficoltà economica. Mentre i pentastellati vorrebbero escludere dalla misura i condannati per reati che vanno dal terrorismo alle truffe. Più sostegno viene chiesto anche nei confronti degli studenti fuori sede: se il figlio della famiglia beneficiaria è iscritto all’università ha diritto a una maggiorazione del 30%. Ma l’ateneo di riferimento deve trovarsi in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza.

Il taglio delle pensioni dei sindacalisti

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento con cui introdurre il taglio delle pensioni dei sindacalisti. Nel testo si parla di un “vero e proprio privilegio” che crea “inaccettabili storture in un sistema pensionistico già gravato da alti costi”. Con l’emendamento si chiede di rendere il trattamento pensionistico dei lavoratori sindacali uguale a quello della categoria professionale di riferimento. E gli effetti sarebbero retroattivi, arrivando fino al primo gennaio 2003. Inoltre, a partire dal primo gennaio 2019 si prevede di applicare una riduzione progressiva del trattamento pensionistico per chi usufruisce di un assegno calcolato con il sistema retributivo, il cui importo risulti derivante per più della metà da contribuzione figurativi.