Una collana di libri per ragazzi, 150 volumi di narrativa, poesia e saggistica. Comincia così la nuova avventura dell'Azienda ospedaliera Policlinico Federico II che ha appena riempito gli scaffali della neonata biblioteca targata "Premio Napoli". C'è anche uno scaffale  dedicato ai bambini del reparto pediatria che durante le lunghe e brevi degenze potranno viaggiare con la fantasia oltre le porte dell'ospedale e librarsi nel mondo dell'immaginazione leggendo poesie e favole.

Nata da un'idea di Alfredo Guardiano e Giuseppe Servillo, la biblioteca offrirà un servizio anche agli studenti iscritti alla Scuola di Medicina e Chirurgia, oltre che ai pazienti. I primi perché abbiano la possibilità di restare connessi alle questioni umanistiche, per coltivare il proprio spirito  e continuare a "saper essere" oltre che "saper fare". Mentre gli ospedalizzati potranno farsi accompagnare nella degenza dai grandi autori del novecento di vario genere, dal giallo alla poesia. Tra le opere ospitate nella biblioteca ci saranno i vincitori del Premio Napoli, fondazione, quella del Premio Napoli che, insieme alla Scuola di Medicina e Chirurgia e all'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II hanno siglato l'accordo per realizzare la biblioteca.

Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli, durante l'inaugurazione avvenuta l'8 ottobre, ha citato il libro "Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno" delle scrittrici anglosassoni Ella Berthoud e Susan Elderkin. Il volume vuole essere un ricettario letterario inspirato a quello medico, nel quale le autrici associano un libro ad ogni malattia; ad esempio suggeriscono la lettura di un romanzo di Hemingway per il mal di testa  e un romanzo di Fenoglio per chi soffre il mal d'amore. La nuova struttura quindi è stata creata con la convinzione che la cultura possa coadiuvare la guarigione dei pazienti. È previsto per il futuro la creazione di un servizio continuo di lettura ai pazienti offerto da un gruppo di volontari.

Responsabile della neonata Biblioteca è Maurizio Bifulco, docente di Patologia Generale e di Storia della medicina, che durante il giorno dell'inaugurazione ha ripreso le parole di  Alfredo Guardiano, giudice della Corte di Cassazione e membro della Giuria Tecnica del Premio Napoli. Entrambi ricordano la rilevanza della book-therapy nei percorsi di cura e l’importanza di scegliere il libro giusto al momento giusto.