Dopo l'attesa dei giorni scorsi il decreto Genova, nel quale saranno contenute anche le risorse per la ricostruzione, è stato ‘bollinato' dalla Ragioneria generale dello Stato. Lo riferiscono fonti del ministero dell'Economia. Fino a ieri sera alla domanda dei cronisti su quale fosse lo stato d'avanzamento dell'iter, il ministro degli Interni Matteo Salvini aveva risposto così: "Lo sto aspettando come lo stanno aspettando i genovesi, non ho capito in giro per quale ministero sia, ma arriverà". Sarebbe dovuto arrivare già nella giornata di ieri, stando agli annunci del vicepremier Luigi Di Maio, che ieri mattina aveva assicurato: "In giornata il decreto va al Quirinale. È stato scritto tanti giorni fa ed è pronto". Diversi media hanno riportato la notizia di un braccio di ferro con i tecnici del Mef, per l'assenza di coperture. Notizia smentita seccamente dal pentastellato: "È stata data una interpretazione che il ministero dell’Economia voleva fermarlo, in realtà a breve la Ragioneria dovrebbe ‘bollinarlo'".

La conferma è arrivata anche dallo stesso ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, che in diretta Facebook ha annunciato: "Conte mi ha scritto dicendomi che la bollinatura al decreto Genova è arrivata". E poi ha aggiunto: "Il decreto sarà  molto più  ampio, ci saranno anche norme per Ischia e per la cassa integrazione per cessazione".

Il passaggio successivo sarà l'invio al Colle per la promulgazione. Dopo 50 giorni dalla tragedia gli sfollati di Genova potranno tirare un sospiro di sollievo e sperare che presto possano partire anche i lavori. Il decreto urgenze contiene appunto le misure necessarie per affrontare l'emergenza di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi.

Cosa contiene il decreto Genova

Nel pomeriggio è iniziata a circolare la versione definitiva del decreto, riportata da alcuni giornali, tra cui la Repubblica. Il decreto prevede in totale uno stanziamento da 87 milioni di euro per il 2018 e da 112 milioni per il 2019. Il primo articolo del testo stabilisce che Autostrade deve pagare entro 30 giorni, “in quanto responsabile”, per la ricostruzione del ponte. Ma non potrà ricostruire. E se “non pagasse o ritardasse le spesse di ricostruzione del ponte sarà lo Stato ad anticiparle, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale”.

Si allarga la platea delle imprese che possono ottenere risarcimenti, ma diminuisce la zona franca urbana prevista. Per quanto riguarda il porto, c'è polemica sui fondi stanziati: saranno 30 milioni di euro contro i 90 previsti nella prima stesura. Il commissario straordinario, che verrà nominato con apposito decreto, disporrà di 20 milioni di euro e potrà nominare, a sua volta, dei sub-commissari. Infine, per quanto riguarda le assunzioni che potranno fare gli enti come Regione, Comune e Città metropolitana, il numero scende da 500 a 250 unità.