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Veneto, Zaia: “Lockdown sarebbe una tragedia, ma se la situazione precipita si valuterà ogni misura”

“Il lockdown sarebbe una tragedia, perché il Paese non può permetterselo, ma se la situazione precipitasse ogni misura andrà valutata”: così il governatore del Veneto Luca Zaia facendo il punto sull’emergenza coronavirus. Oggi la Regione ha registrato oltre 5 mila nuovi casi e 110 morti.
A cura di Annalisa Girardi
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Preoccupa la situazione epidemiologica in Veneto. I nuovi casi di coronavirus nelle ultime ventiquattro ore sono oltre 5 mila. Da diversi giorni ormai è la Regione che registra il numero più alto di nuovi contagi. Il governatore Luca Zaia ha commentato affermando che il così alto numero di positivi si spiega con l'elevato numero di tamponi effettuati: "Nelle ultime 24 ore abbiamo fatto più di 60mila tamponi tra molecolari e test rapidi con una incidenza dell'8,41%. Facendo così tanti tamponi si trovano molti positivi: su 100 persone testate 8 sono positive".

I nuovi casi in Veneto e le ipotesi all'orizzonte

Il presidente della Regione, durante il punto stampa alla sede della Protezione civile di Marghera, però ha anche avvertito i cittadini: "Credo quindi sia fondamentale dire ai cittadini che devono capire che siamo entrati nella fase di Natale e se non governiamo il processo, sarà il processo che governa. Abbiamo ancora molte persone che muoiono, nelle ultime 24 ore in Veneto sono state 108 quelle che hanno perso la vita". Zaia si è detto preoccupato: "Ancora oggi il Veneto è in zona gialla, ma non vorrei che questo venga preso come un gioco a premi. Il lockdown sarebbe una tragedia, perché il Paese non può permetterselo, ma se la situazione precipitasse ogni misura andrà valutata. Dobbiamo essere ossessivi nel rispetto delle regole".

Cosa ha detto Zaia sul vaccino

Zaia ha quindi sottolineato: "Il vaccino rischia di essere l'unica salvezza che abbiamo". Per poi spiegare, dopo l'incontro con i ministri per gli Affari regionali e per la Salute, Francesco Boccia e Roberto Speranza, che le vaccinazioni partiranno il prossimo 6 gennaio. Il governatore leghista ha affermato che "a costo di fare vaccini ventiquattro ore su ventiquattro, vaccineremo subito tutti gli ospiti delle Rsa e gli operatori sanitari, tutto il personale sanitario della Regione". E ha aggiunto: "Così proteggiamo il candidato ideale del virus. Noi ci siamo già organizzati per partire da subito". Infine ha precisato, riguardo alle tempistiche, che la prima fase in cui si vaccineranno appunto operatori sanitari, ospiti delle Rsa e over 80, durerà da gennaio a marzo; la seconda da marzo a luglio; e la terza da luglio a settembre. "Per settembre dovremo aver vaccinato tutti i veneti, ovviamente quelli che lo vorranno", ha concluso.

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