Ue risponde ai nuovi dazi di Trump: “Rispetti gli accordi”. Opposizioni a Meloni: “Silenzio imbarazzante”

L'Unione europea manda un avvertimento al presidente Usa Donald Trump, dopo che l'inquilino della Casa Bianca ha annunciato che intende aumentare i dazi doganali, a seguito della battuta d'arresto imposta dalla Corte Suprema Usa alla sua politica commerciale. Con una mossa a sorpresa Trump ha reagito alla bocciatura annunciando in un primo momento nuovi dazi globali del 10%, e poi nel giro di poche ore ha alzato il tiro annunciando che saranno al 15%.
La nuova offensiva commerciale del presidente Usa riapre uno scenario di forte instabilità per l'economia globale ed europea. I nuovi dazi dovrebbero scattare alla mezzanotte del 24 febbraio 2026 e dovrebbero rimanere in vigore per circa cinque mesi. Il presidente ha fatto ricorso alla Section 122 del Trade Act del 1974, una norma mai utilizzata prima che permette l’imposizione temporanea di tariffe fino al 15% senza l’approvazione del Congresso.
Per Trump la misura serve a contrastare Paesi che "per decenni hanno approfittato degli Stati Uniti". In realtà, si tratta soprattutto di una reazione alla sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato illegittimi i dazi imposti in precedenza.
Il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent, intervistato dalla Cnn, ha evitato oggi le domande relative agli eventuali rimborsi alle imprese dopo che la Corte suprema usa ha annullato la maggior parte dei dazi imposti dal tycoon. "Vorrei iniziare con la domanda più importante: rimborserete i circa 134 miliardi di dollari di entrate derivanti da questi Dazi doganali di emergenza?", ha chiesto la giornalista della Cnn. "Questa non è la domanda fondamentale. Mettiamo le cose in chiaro: ciò che ha fatto la Corte Suprema è stata un'interpretazione molto restrittiva dell'autorità del presidente di imporre i dazi in base all'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA)" ma "abbiamo altre autorità tariffarie che hanno funzionato, i dazi della Sezione 232 e quelli della Sezione 301", ha risposto Bessent, aggiungendo che "la Corte suprema non ha affrontato la questione dei rimborsi".
Secondo Bessent i rimborsi "non dipendono dall'amministrazione, ma da un tribunale di grado inferiore, chiariamo questo punto", ha detto. "La Corte Suprema ha rinviato il caso a un tribunale di grado inferiore e noi seguiremo le loro indicazioni, ma potrebbero volerci settimane o mesi prima di conoscere la loro decisione", ha dichiarato ancora Bessent.
La Commissione europea risponde a Trump sui nuovi dazi
Se negli Stati Uniti il dibattito riguarda soprattutto i rimborsi alle aziende che hanno pagato fino ad ora dazi poi dichiarati illegali, in Europa il tema principale è l'instabilità. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato apertamente di "veleno per le economie occidentali", annunciando l’intenzione di coordinarsi con gli alleati europei prima del prossimo incontro a Washington.
La Commissione europea oggi ha intimato a Trump di rispettare l'accordo commerciale pattuito: "Un accordo è un accordo. In qualità di primo partner commerciale degli Stati Uniti, l'Ue si aspetta che questi ultimi rispettino gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta, così come l'Ue rispetta i propri", ha dichiarato la Commissione europea in un comunicato ufficiale.
La Commissione europea, con un comunicato pubblicato a Bruxelles, "chiede piena chiarezza sulle misure che gli Stati Uniti intendono adottare a seguito della recente sentenza della Corte Suprema sull'International Emergency Economic Powers Act", con un riferimento al fatto che ieri Trump ha innalzato al 15% i dazi sulle importazioni negli Usa.
"I prodotti della Ue devono continuare a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti di dazi oltre il chiaro e complessivo tetto precedentemente accordo", prosegue la dichiarazione riferendosi all'accordo raggiunto ad agosto 2025, che fissa i dazi americani ad un massimo del 15% per la maggioranza dei prodotti europei.
"Le tariffe sono tasse che fanno aumentare i costi sia per i consumatori che per le imprese, come confermano chiaramente studi recenti. Quando applicate in modo imprevedibile, le tariffe sono intrinsecamente destabilizzanti, minano la fiducia e la stabilità dei mercati globali e creano ulteriore incertezza nelle catene di approvvigionamento internazionali", si legge ancora nella dichiarazione dell'esecutivo comunitario.
Martedì la commissione Commercio dell'Europarlamento deve approvare l'accordo Usa-Ue sui dazi, ma il suo presidente ha detto che chiederà domani che si metta in pausa il lavoro legislativo fino a quando non si avrà "una valutazione legale adeguata e chiari impegni da parte Usa".
Le opposizioni contro Meloni: "Silenzio imbarazzante"
"A 48 ore dalla sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato i dazi illegali, Giorgia Meloni ancora non spiega quale sarà l'atteggiamento dell'Italia e soprattutto cosa risponde al suo amico Trump che, come ripicca, ha annunciato un nuovo rialzo delle tariffe. Un silenzio imbarazzante, visto che tutti i leader europei hanno parlato al proprio Paese, ma soprattutto un silenzio imbarazzato, visto il totale asservimento dimostrato dal nostro governo verso questa sciagurata amministrazione americana, con anche la partecipazione del nostro Paese al Board of Peace per Gaza. Ormai Meloni fugge da se stessa e dalle sue responsabilità, soprattutto quella di aver reso l'Italia suddita di Trump e isolata in Europa: tra gli italiani e Trump, Giorgia Meloni sceglie l'amico americano", scrive il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Il leader di Italia viva Matteo Renzi se la prende invece con il ministro degli Esteri: "Tajani sempre più imbarazzante. Oggi Forza Italia mi attacca chiedendomi cosa avrei fatto io sul Board of Peace. Ho già risposto: fossi stato premier non avrei partecipato. Perché una cosa è dire sì alla tregua, altro è immaginare una struttura privatistica come quella voluta da Trump. C'è una bella differenza! Non è difficile: può capirlo persino Tajani", scrive l'ex premier sui social. "Detto questo io alla Casa Bianca sono stato tante volte ma mai con il cappello in mano – pardon – mai con il cappellino in mano. Abbiamo un governo che voleva essere patriota ed è subalterno a Trump, ai MAGA, a chi mette dazi illegali contro le nostre aziende. Noi a testa alta, loro col cappellino in mano".