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Contesa sulla Groenlandia

Trump rialza la posta sulla Groenlandia, l’esperto: “Gli USA vogliono violare il diritto internazionale”

Fanpage.i ha intervistato in esclusiva il professor Timo Koivurova, esperto di diritto artico: “Gli Usa hanno già accordi che tutelano i loro interessi. Spingersi oltre metterebbe in crisi la NATO e i rapporti con l’Europa”.
Intervista a Timo Koivurova
professore, esperto di diritto artico
A cura di Redazione
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Di Anna Germoni

L’Artico è diventato un epicentro geopolitico, e la Groenlandia è al centro della contesa. Posizione geografica, ricchezze minerarie e nuove rotte marittime la rendono cruciale. Con Trump di nuovo attivo, equilibri consolidati vengono messi in discussione, dai diritti degli Inuit alla governance multilaterale.

Ieri, alla Casa Bianca, la delegazione statunitense guidata dal vicepresidente J.D. Vance e dal segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia, Lars Løkke Rasmussen e Vivian Motzfeldt. Il vertice ha confermato ciò che era già noto: Washington e Copenaghen non la pensano allo stesso modo su chi debba avere il controllo politico e strategico dell’isola più grande del mondo. Il dialogo è stato intenso e a tratti teso, ma ha aperto la strada a un confronto di lungo termine per affrontare le preoccupazioni americane sulla sicurezza. Nessun accordo concreto è stato raggiunto, ma il vertice segna un momento storico: due alleati NATO hanno dichiarato apertamente posizioni divergenti su una questione fondamentale.

Fanpage ha raccolto il commento del professor Timo Koivurova, senior researcher all’Arctic Centre dell’Università della Lapponia, a Rovaniemi, Finlandia. Esperto riconosciuto in ambito internazionale di diritto artico e governance multilaterale, Koivurova ha collaborato con ONU, UE e governi nordici e partecipato a numerosi processi dell’Arctic Council. "Vedere due forti alleati NATO contrapporsi su chi debba controllare la Groenlandia dà i brividi. Lo sapevamo già, ma sentirlo confermare dai ministri danese e groenlandese in un incontro ufficiale è impressionante", spiega Koivurova.

"Trump vuole più controllo: sarebbe una violazione del diritto internazionale"

Gli Stati Uniti hanno già accesso alla Groenlandia grazie ai trattati con la Danimarca e alla base di Thule. Tuttavia, secondo Koivurova: "Gli interessi militari e commerciali sono già tutelati. Il problema è la volontà di Trump di andare oltre, cercando controllo diretto o proprietà. Sarebbe una violazione chiara del diritto internazionale, con conseguenze per la NATO e l’Europa". Le posizioni di senatori come Rubio sembrano più moderate, ma l’analisi del professore è netta: "Non ci sono vere divergenze strategiche. È un gioco da ‘good cop a bad cop’. L’obiettivo resta lo stesso: avvicinare la Groenlandia agli
USA".

Gli Inuit, cuore dell'autodeterminazione

"La popolazione Inuit è contraria all'accesso agli USA. Il diritto internazionale garantisce il loro diritto all’autodeterminazione. Qualsiasi progetto americano che ignori questo aspetto fallirebbe", sottolinea Koivurova. La volontà degli Inuit rimane centrale, non solo per motivi etici, ma anche come vincolo giuridico e politico internazionale.

Russia e Cina: l’altra metà della storia

La Russia ha rafforzato la militarizzazione lungo la costa artica e l’invasione dell’Ucraina ha congelato parte della cooperazione multilaterale. La Cina, come osservatore nell’Arctic Council, mantiene forte interesse economico e scientifico sulle rotte e sui progetti minerari. "Arctic Council non tratta questioni militari, ma mantiene la collaborazione scientifica e ambientale. La
cooperazione artica continua a funzionare, anche in tempi complessi", spiega Koivurova.

Terre rare, rotte commerciali e basi militari

La Groenlandia non è solo geopolitica: è strategica per l’economia globale. Ospita riserve di terre rare per la tecnologia e la transizione energetica, nuove rotte commerciali rese accessibili dallo scioglimento dei ghiacci e una posizione militare chiave per il Nord Atlantico. "Le questioni geopolitiche ed economiche sono inseparabili da quelle ambientali. Ogni progetto minerario o infrastrutturale avrà impatti significativi", avverte Koivurova.

Storia delle relazioni USA-Groenlandia

  • 1946: proposta USA di acquisto dell’isola, rifiutata dalla Danimarca
  • 1951: accordo militare USA-Danimarca, base di Thule
  • 2019: Trump rilancia l’idea di acquisto
  • 2026: discussioni su nuove strategie artiche e influenza americana

Trattati multilaterali, la cooperazione resiste

Trump mantiene un interesse duraturo per la Groenlandia. L’Artico potrebbe diventare uno dei fronti più delicati della politica globale. "Nonostante le tensioni, i trattati multilaterali limitano azioni unilaterali. Ora operano in un contesto geopolitico più teso, tra Ucraina e pressioni statunitensi. La cooperativa artica ha mostrato resilienza, ma il futuro dipenderà dal rispetto dei
trattati esistenti", conclude Koivurova.

Il vertice di ieri: dialogo senza accordi concreti

Il summit conferma quanto Koivurova aveva già anticipato: Washington considera la Groenlandia prioritaria, ma Danimarca e Groenlandia difendono sovranità e autodeterminazione. L’unico risultato concreto è l’avvio di un dialogo a lungo termine per affrontare le preoccupazioni americane sulla sicurezza. "Questo incontro segna un passaggio storico. La cooperazione artica
va avanti, ma ora deve farlo in un contesto in cui persino le basi del rapporto tra
alleati occidentali vengono messe in discussione", conclude Koivurova.

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