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Superbonus: a chi è rivolto lo scudo Salva Condomini per regolarizzare cantieri e detrazioni

Il governo prepara una norma “Salva condomini” per tutelare i proprietari da responsabilità incolpevoli legate al Superbonus, riducendo il rischio di contenziosi fiscali e semplificando la chiusura dei cantieri incompleti. Ecco di cosa si tratta.
A cura di Francesca Moriero
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Il Superbonus 110% ha rappresentato una straordinaria occasione per rinnovare energeticamente gli edifici italiani e dare impulso agli investimenti privati. Ma, dietro i numeri positivi, si è nascosto un lato oscuro: cantieri incompleti, asseverazioni tecniche imprecise e calcoli discutibili sugli stati di avanzamento lavori hanno spesso travolto i condomini. Fino ad oggi, secondo le regole vigenti, il beneficiario finale della detrazione, cioè il proprietario o il condominio, era considerato l'ultimo responsabile in caso di irregolarità, anche se queste derivavano da errori di imprese o professionisti. Il risultato? Contenziosi fiscali e richieste di restituzione di importi significativi, comprensivi di sanzioni e interessi, che hanno messo in difficoltà migliaia di cittadini. Per questo motivo il governo sta preparando una norma "Salva condomini", un vero salvacondotto fiscale pensato per ridurre i rischi e semplificare la chiusura dei cantieri. Ecco come funzionerà, quali casi potrà sanare e quali effetti avrà per cittadini e imprese.

La norma "Salva condomini": cos'è e come funziona

Come anticipato, il governo sta preparando una norma nel decreto fiscale che introdurrebbe un vero e proprio salvacondomini. Si tratta di un meccanismo di sanatoria fiscale che consente di chiudere le pendenze con l'Agenzia delle Entrate versando un'imposta sostitutiva calcolata sul beneficio effettivamente incassato in maniera irregolare, senza ulteriori sanzioni o interessi. In pratica, chi ha agito in buona fede potrà regolarizzare la propria posizione pagando una quota ridotta rispetto all'ammontare totale contestato. Lo scopo è sostanzialmente quello di ridurre i contenziosi e alleggerire il carico sui cittadini comuni, senza però proteggere chi ha commesso abusi o frodi.

Quando si può usare il salvacondomini

La norma dovrebbe intervenire in diversi casi tipici:

  • Cantieri non completati: uno dei requisiti essenziali del Superbonus era il completamento delle opere finalizzate al miglioramento energetico di due classi dell'immobile. Chi non chiude i lavori perde il diritto alla detrazione e rischia contestazioni dall'Agenzia delle Entrate.
  • Asseverazioni non corrette: se il lavoro effettivamente realizzato non corrisponde a quanto dichiarato nei documenti ufficiali, il condominio rischia la decadenza dal bonus.
  • Errori nei SAL (Stati di avanzamento lavori): spesso sono stati conteggiati materiali consegnati ma non ancora installati per rispettare le scadenze. Questo ha generato contestazioni sui crediti già utilizzati.

Grazie al salvacondomini, i proprietari potranno regolarizzare queste situazioni pagando una tassa proporzionata ai benefici percepiti, evitando contenziosi lunghi e incerti.

Il caso dei general contractor

Non solo i condomini: anche le imprese capofila dei lavori, i cosiddetti general contractor, potrebbero beneficiare di un meccanismo simile. L'Agenzia delle Entrate, infatti, sta contestando le agevolazioni incassate sulla differenza tra quanto pagato dai committenti e quanto fatturato dai subappaltatori. Per evitare un nuovo filone di contenziosi, il governo valuterebbe di permettere il riversamento delle agevolazioni indebitamente percepite senza interessi né sanzioni, tutelando così le imprese che hanno operato come intermediari legittimi, mentre restano esclusi i comportamenti abusivi.

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