"Ho scritto personalmente al mio collega ministro olandese: sono incredulo perché si stanno disinteressando di una nave con la loro bandiera, peraltro usata da una Ong tedesca, che da ormai undici giorni galleggia in mezzo al mare. Riterremo il governo olandese, e l'Unione Europea assente e lontana come sempre, responsabili di qualunque cosa accadrà alle donne e agli uomini a bordo della Sea Watch". Il ministro degli Interni Matteo Salvini sta scaricando ogni responsabilità sulle autorità olandesi e sull'Europa, dopo aver vietato alla nave umanitaria l'ingresso nelle acque territoriali italiane e aver detto no allo sbarco delle 42 persone (un migrante è stato portato sulla terraferma due giorni fa).

Intanto le condizioni a bordo si fanno più critiche. "È sempre più difficile mantenere la situazione sostenibile a bordo, non sappiano per quanto ancora possiamo continuare", ha fatto sapere Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch. Linardi parla di un "dilemma" per la comandante della nave, Carola Rackete: "Esercitare il proprio dritto ad entrare in porto per via della situazione di emergenza a bordo o rispettare l'interdizione" disposta dalle autorità italiane?. Nel primo caso scatterebbe il decreto sicurezza bis, con la possibilità di sequestro della nave ed una multa fino a 50mila euro per la stessa comandante e la ong. Cioè, spiega la portavoce, "un altissimo rischio di criminalizzazione". In questa situazione di stallo però, la vita delle persone a bordo è a rischio, senza la prospettiva di una soluzione a breve termine. "È disumano – sottolinea Linardi – che il comandante di una nave venga costretto a fare queste considerazioni per una legge ingiusta".