Quest'anno i professori potranno bocciare gli studenti, ma questa non è una novità. Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, è stato chiaro sul tema già da diverso tempo. Ora, però, è arrivata una nota del capo dipartimento del ministero, Stefano Versari, inviata ai dirigenti scolastici. Il tema è quello delle valutazioni di fine anno per gli studenti di tutte le età, ma con una premessa chiara: "Si ritiene comunque opportuno richiamare l’attenzione sulla necessità che la valutazione degli alunni e degli studenti rifletta la complessità del processo di apprendimento maturato nel contesto dell’attuale emergenza epidemiologica". E ancora: "Il processo valutativo sul raggiungimento degli obiettivi di apprendimento avverrà in considerazione delle peculiarità delle attività didattiche realizzate, anche in modalità a distanza, e tenendo debito conto delle difficoltà incontrate dagli alunni e dagli studenti in relazione alle situazioni determinate dalla già menzionata situazione emergenziale, con riferimento all’intero anno scolastico". Insomma, le regole sono chiare: la didattica a distanza vale quanto quella in presenza, bocciare si può bocciare, ma questa nota invita a considerare le enormi difficoltà vissute quest'anno.

Come saranno le valutazioni per le scuole primarie e secondarie

Nella nota si dettano le linee guida per le valutazioni degli studenti delle scuole primarie e secondarie. Dopo aver messo in chiaro che, nell'anno in cui c'è stato un utilizzo importante della didattica a distanza, bisogna mettersi una mano sulla coscienza e aiutare gli studenti, il ministero spiega le (poche) novità nella valutazione. L'educazione civica, introdotta come nuova materia, avrà un voto in pagella sia per le primarie che per le secondarie. Nessuna bocciatura prevista per gli alunni delle scuole primarie, anche se dovessero essere insufficienti, vista la reintroduzione dei giudizi che andranno da "in via di prima acquisizione" ad "avanzato". Alle secondarie si viene bocciati con il cinque in condotta, come già in precedenza, mentre il criterio della presenza alle lezioni per tre quarti dell'anno potrà essere derogato dal consiglio di classe nel caso in cui non fosse stata sempre garantita la dad (o se fosse stata utilizzata particolarmente di frequente).

Poco più di un mese alla maturità: come sarà l'esame nel 2021

L'esame di maturità del 2021 sarà più simile a quello dello scorso anno che a quello tradizionale. Appuntamento fissato al 16 giugno alle otto e trenta di mattina, quando inizieranno i primi maturandi. L'esame in sé consisterà in un orale di circa un'ora in presenza, che comincerà con l'elaborato su materie d'indirizzo portato da ogni studente e continuerà con il colloquio. Il voto potrà valere un massimo di quaranta punti, che si sommeranno a quelli accumulati in base ai voti del triennio: massimo 18 per il terzo anno, 20 per il quarto e 22 per il quinto. In totale sono altri 60 punti, che sommati all'orale permettono di arrivare a 100.