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Referendum sulla giustizia 2026

Scontro Nordio-Cassazione su riforma della giustizia: “Blasfemo dire che limita l’indipendenza delle toghe”

All’inaugurazione dell’Anno Giudiziario in Cassazione, il ministro Nordio ha risposto duramente al primo Presidente della Corte, che nel suo intervento aveva sottolineato i rischi di possibili limiti all’autonomia delle toghe: “Blasfemo sostenere che la riforma minerà l’indipendenza dei magistrati”
A cura di Giulia Casula
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È senza dubbio un clima teso quello che si è respirato oggi all'inaugurazione dell'Anno Giudiziario in Cassazione. Al centro delle frizioni tra il ministro della Giustizia, Carlo Nordio e le toghe il referendum su cui saremo chiamati a votare tra meno di due mesi.  "La preoccupazione della magistratura è volta a garantire che resti effettiva l'indipendenza e l'autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale", ha affermato il Primo presidente di Cassazione, Pasquale D'Ascola, nel suo intervento.

"In una Costituzione che ha il suo perno essenziale nel principio di uguaglianza sostanziale, la magistratura, che esercita la funzione giurisdizionale affinché la legge sia uguale per tutti, sente di aver adempiuto il proprio dovere se il diritto, ogni diritto, ha effettiva tutela e non se è soltanto declamato. La sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale", ha aggiunto il presidente, invitando le istituzioni a collaborare nel rispetto reciproco e attraverso un "dialogo pacato e razionale sul futuro della giustizia".

A seguire, l'intervento di Nordio che ha voluto rispondere così al presidente della Cassazione: "Ritengo blasfemo sostenere che riforma tenda a minare principio indipendenza e autonomia delle toghe", ha dichiarato. Secondo il Guardasigilli non ci sono rischi per l'autonomia delle toghe. "La magistratura – ha proseguito difendendo la riforma – costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altri potere, così recita la costituzione della riforma, e ogni diversa interpretazione è arbitraria. L’idea di sottoporre al potere esecutivo è una grossolana alterazione della verità; mi auguro che venga ripudiata dagli intelletti più maturi”.

Ancora, Nordio ha detto di trovare "irriguardoso soffermarmi a smentire alcune ripugnanti insinuazioni che in questi giorni sono state diffuse sull'ipotesi di interferenze illecite da parte nostra nell'attività esclusiva e sovrana della magistratura".

Nordio: "Se vincerà il No resteremo al nostro posto"

Poi un passaggio sui possibili esiti del referendum, che ha visto una recente rimonta del fronte del No nei sondaggi. Se vincerà il No "resteremo fermi al nostro posto, rispettandone la decisione", ha assicurato. In caso di vittoria del Sì, "inizieremo il giorno successivo un dialogo con la magistratura con il mondo accademico con l'avvocatura per elaborare le necessarie norme attuative", ha sottolineato. L'auspicio, ha ribadito Nordio, è che "il dibattito sulla riforma si mantenga nei limiti della razionalità della pacatezza e della continenza".

Dopo l'intervento di Nordio, il presidente dell'Anm, Cesare Parodi ha commentato: "Mi spiace che sia stato usato il termine blasfemo che io userei per manifestazioni e situazioni differenti da questa. Noi abbiamo delle opinioni che riteniamo fondate e che difendiamo, che hanno la loro dignità. Non mi sento di condividere il termine blasfemo, il ministro lo ha usato, ne prendo atto, ma non mi pare il termine più appropriato, e io non la penso evidentemente così. Molto bello l'intervento del presidente d'Ascola che ha sottolineato l'assoluto centralità in concreto dell'indipendenza della magistratura", ha aggiunto.

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