Satelliti, sorveglianza marittima e controllo delle rotte: il piano del governo italiano per l’Artico

Mentre diversi Paesi europei inviano truppe in Groenlandia, per mandare anche un segnale a Trump, ci si domanda quale sia il piano italiano per l'Artico e cosa farà il governo. Oggi il governo a Roma presenterà un nuovo documento strategico italiano, intitolato "La Politica Artica Italiana. L'Italia e l'Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione", che era stato anticipato dalla presidente del Consiglio Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno.
"Entro la fine del mese il ministero degli Esteri presenterà una strategia italiana sull'Artico – aveva annunciato la premier -à perché anche noi capiamo quanto sia strategico e importante oggi occuparsi di questa area del mondo. Stiamo facendo la nostra parte", spiegando che l'obiettivo è "preservare l'area artica come zona di pace e cooperazione, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le imprese che volessero investire lì e favorire la ricerca".
L'Italia non partecipa alla missione militare europea in Groenlandia
Il presidente americano non ha abbandonato le sue mire sulla Groenlandia, e continua a ripetere di volerla acquistare, per motivi di sicurezza, visto l'interesse di Russia e Cina verso il territorio autonomo della Danimarca.
Le truppe europee sono già arrivate in Groenlandia per prendere parte a esercitazioni militari congiunte con la Danimarca. Nelle ultime ore almeno due aerei da trasporto truppe danesi sono atterrati sull'isola artica. Gran Bretagna, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia hanno annunciato il dispiegamento di personale militare nell'ambito di una missione di ricognizione nella capitale Nuuk, partecipando all'esercitazione danese "Arctic Endurance" organizzata con gli alleati della Nato.
Dopo l'invio del primo nucleo di specialisti di alta montagna e cacciatori alpini, Parigi è pronta ad aumentare il suo contributo. "Una prima squadra di militari francesi è già sul posto e sarà rinforzata nei prossimi giorni con mezzi terrestri, aerei e marittimi", ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron. Il ministero della Difesa tedesco ha confermato che l'obiettivo è "esplorare le condizioni quadro per possibili contributi militari a sostegno della Danimarca nel garantire la sicurezza nella regione".
I militari provenienti da Francia e Norvegia si sono già uniti alle forze danesi presso il Quartier generale del Comando artico Congiunto nella capitale Nuuk. L'arrivo dei contingenti è stato osservato giovedì da una troupe della CNN, presente sul posto. La Groenlandia aveva già ospitato, su invito della Danimarca, truppe francesi e norvegesi insieme a quelle di diversi altri Paesi europei lo scorso settembre, in occasione dell'esercitazione Arctic Light. L'operazione comprendeva attività di addestramento terrestre, marittimo e aereo e rientra nel più ampio rafforzamento della presenza militare danese nei territori artici, avviato a giugno.
L'Italia invece non invierà militari in Groenlandia, anche perché non crede che un'invasione del territorio artico da parte degli Stati Uniti sia davvero nei piani di Trump.
"Non credo sia all'orizzonte" un intervento militare degli Usa in Groenlandia, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, interpellato alla Camera. "Credo che debba sempre prevalere il dialogo: anche con il Canada sembrava ci fosse una frattura insanabile. Ora si è creato un gruppo di lavoro, anche se ci sono posizioni diverse si vedrà. Siamo tutti nella Nato, la Groenlandia non è parte dell'Ue ma ha l'unità nella corona con il Re di Danimarca, hanno un governo autonomo. Credo si possa trovare una soluzione con dialogo e confronto".
Il ministro ha spiegato che il progetto dell'Italia per l'Artico riguarda aspetti politici, economico-industriali e della ricerca, ma ha sottolineato che "La strategia non prevede la presenza di militari".
Cosa prevede la strategia italiana per l'Artico
Alla conferenza di Villa Madama ci saranno il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, i cui dicasteri hanno contribuito alla redazione del testo. Parteciperanno all'evento rappresentanti delle istituzioni, membri del Tavolo Artico ed esponenti del mondo imprenditoriale. Il documento, elaborato nel corso del 2025, valorizza il ruolo finora assunto dall'Italia in Artico e delinea una visione strategica, insieme con una serie di obiettivi di lungo periodo, per rafforzare l'impegno italiano nella regione. Questo impegno si concentrerà lungo le tre direttrici della sicurezza, della ricerca scientifica e dello sviluppo economico, mettendo insieme le diverse forze del Sistema Paese, nella prospettiva di una più incisiva azione dell'Italia in Artico.
Fondi diplomatiche spiegano alla Stampa che l'Italia è pronta a offrire un contributo satellitare all'isola, e a mettere a disposizione competenze tecnologiche per la sorveglianza marittima, monitoraggio ambientale e controllo delle rotte artiche.
Il dossier, scrive la Repubblica, delinea una linea di estrema cautela: l'Italia intende collaborare con Nato e Ue "tenendo a bordo gli americani" e offrendo i propri satelliti per partecipare a "esercitazioni mirate" senza però offensive, dato che il nostro Paese "sostiene l'impegno della Ue per un Artico pacifico, sostenibile e prospero". Secondo il dossier l'Artico è "anche un territorio europeo" e per questa ragione il governo chiede un "ruolo più profilato della Ue, in una fase in cui ci si deve confrontare con il gioco geopolitico tra grandi potenze" cercando di mantenere l'equilibrio attraverso lo sviluppo di una "maggiore progettualità con i Paesi dell'Artico nord americano (Canada e Stati Uniti)".
Tra i principali obiettivi tracciati nel documento, fa sapere la Farnesina in una nota, c'è l'idea di consolidare il ruolo dell'Italia come Paese non Artico interessato all'Artico; contribuire al mantenimento dell'Artico quale area di stabilità, prevenendo dinamiche di escalation e sostenendo i meccanismi multilaterali di dialogo e cooperazione; rafforzare la sicurezza collettiva euro-atlantica, in coerenza con gli impegni Nato e Ue e con una visione integrata dei diversi teatri strategici; rafforzare, anche a livello bilaterale, le relazioni con i Paesi artici europei (Danimarca/Far Oer/Groenlandia, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), sostenendo il crescente ingaggio dell'Unione Europea sulle questioni artiche; rafforzare la ricerca scientifica italiana in Artico; cogliere le opportunità economiche che in ambito Artico si stanno aprendo a favore delle imprese italiane.
Il nuovo documento strategico, adottato a dieci anni di distanza dal primo, attualizza le politiche italiane nell'attuale fase di crescente rilevanza globale della regione.