Il ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, torna ad avvisare i suoi alleati di governo. E lo fa prendendosela esplicitamente con molti esponenti del Movimento 5 Stelle durante il suo intervento alla festa del Carroccio di Colico, in provincia di Lecco: “Di Battista, Di Maio, Grillo, Toninelli: o tutti fanno il loro lavoro o la pazienza finisce. Nelle prossime settimane ci sarà bisogno di coraggio e idee chiare. Non è la stagione delle mezze misure. O le cose le facciamo bene o le mezze misure non ci piacciono e lo dico non alle opposizioni, sono stufo di attacchi di quelli che dovrebbero essere alleati".

Salvini attacca poi Di Battista, con cui lo scontro va ormai avanti da giorni: “Di Battista conta zero per quello che mi riguarda”. Poi se la prende con Toninelli: “L’Italia merita un ministro dei Trasporti che fa viaggiare la gente, che sblocca le opere pubbliche. Noi vogliamo il ministro delle opere pubbliche, non dei blocchi”. Da qui arriva un altro attacco – quasi un avvertimento – al M5s sulla questione Tav: “Mercoledì si vota una mozione dei 5 Stelle per bloccare la Tav e questo sarà un problema: chiunque dirà no alla Tav, stia bene attento, perché mette a rischio il governo”.

L’attacco ai 5 Stelle continua: “Hanno una pessima componente di sinistra al loro interno. A furia di non fare niente il Paese è fermo, ma io voglio un Paese dove le opere pubbliche ripartano a manetta e non a rilento. Su questo i nodi verranno al pettine”. Poi il ministro dell’Interno replica anche a chi lo ha attaccato per aver usato il termine “zingaraccia”: “Per alcuni giornalisti il problema è che io dico che c’è una zingaraccia del cacchio. Buonanotte agli zingari e alla loro vita di furti. Il tribunale è pronto a portar via i bambini a Bibbiano ma nei campi rom ci sono centinaia di bimbi che non fanno niente”.

Ultime questioni affrontate riguardano invece tutto il governo. Da una parte c’è la nomina del commissario europeo che l’Italia deve indicare:  “Abbiamo fatto le nostre proposte al presidente del Consiglio, è lui che sta seguendo la trattativa e i nomi li ha lui. Sono due nomi”. Dall’altra parte ci sono le autonomie: “Con l'Autonomia non vogliamo togliere niente a nessuno, i veri nemici sono i politici ladri e incapaci del Sud che da 50 anni derubano il Paese. Con l’autonomia questi incapaci vanno a casa”.