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Riforma fiscale, cosa ha deciso il governo sulle nuove aliquote Irpef

Nella nuova riforma fiscale del governo Meloni non c’è un riferimento alla riduzione delle aliquote Irpef, da quattro a tre. Il governo, però, ha chiarito più volte che questa è l’intenzione. Sono ancora due le ipotesi su come potrebbero cambiare le aliquote.
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A cura di Luca Pons
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La riforma fiscale è stata approvata dal governo Meloni. Uno dei punti principali della legge delega è la riforma dell'Irpef, la tassa sul reddito che fornisce circa il 40% delle entrate fiscali allo Stato e che la gran parte degli italiani paga. Nei giorni precedenti all'approvazione della riforma, il governo ha confermato più volte l'intenzione di passare da quattro aliquote Irpef a tre. La bozza del testo circolata ieri, però, non conteneva questa indicazione specifica, e neanche il comunicato diffuso dopo la riunione del Consiglio dei ministri.

Come cambiano le aliquote Irpef con la nuova riforma fiscale

Il comunicato stampa diffuso dal governo sui contenuti della legge delega ha previsto alcuni obiettivi generali e di lungo periodo, con una "revisione dell’intero meccanismo di tassazione del reddito delle persone fisiche". In particolare, si prevede di equiparare le no tax area (la soglia di reddito al di sotto della quale non si paga l'Irpef) per i dipendenti e i pensionati, e di permettere ai lavoratori dipendenti di dedurre dalle tasse le spese per lavorare (ad esempio i trasporti).

Per quanto riguarda l'Irpef, il testo parla di applicare una "imposta sostitutiva dell’Irpef", che abbia una "aliquota agevolata", sul proprio aumento di reddito rispetto ai tre anni precedenti. Si tratta della flat tax incrementale, che viene applicata anche ai lavoratori dipendenti e non più solo alle partite Iva. Nel testo non si parla quindi di passaggio da quattro a tre aliquote Irpef, anche se l'intenzione di portare avanti questa riforma è stata confermata dalla stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social dopo l'approvazione della legge delega.

Anche nella bozza della legge delega, circolata prima dell'approvazione, non c'era un riferimento esplicito alle tre aliquote Irpef. Il testo parlava di "ridurre l'imposta", mantenendo il principio di progressività ma avvicinandosi a una "aliquota impositiva unica", cioè alla flat tax. La riduzione del numero di aliquote Irpef, quindi, viene intesa come un primo passo verso la flat tax per tutti.

Come funziona adesso l'Irpef e cosa vuole fare il governo Meloni

Attualmente, l'Irpef per come è stata rivista dal governo Draghi prevede quattro scaglioni in base al reddito, e agli scaglioni di reddito più alti spettano anche le imposte più alte da pagare:

  • Fino a 15mila euro di reddito, si paga il 23%.
  • Da 15mila a 28mila euro di reddito, si paga il 25%.
  • Da 28mila a 50mila euro di reddito, si paga il 35%.
  • Oltre i 50mila euro di reddito annuale si paga il 43%.

Per quanto riguarda la riduzione a tre aliquote, sono soprattutto due le ipotesi su cui starebbe lavorando il governo, da mettere in atto nei prossimi mesi e che probabilmente verranno applicate per la prima volta nel 2024. La prima prevede di accorpare i due scaglioni di reddito centrali:

  • Fino a 15mila euro di reddito, si paga il 23% di imposta.
  • Da 15mila a 50mila euro di reddito, si paga il 28% di imposta.
  • Oltre i 50mila euro di reddito, si paga il 43% di imposta.

Questo penalizzerebbe soprattutto chi si trova nella fascia tra i 15mila e i 28mila euro di reddito all'anno, che vedrebbe un aumento delle tasse da pagare. Ci guadagnerebbe chi prende dai 35mila euro in su, con il risparmio massimo sopra i 50mila euro di reddito all'anno. La seconda ipotesi, invece, unirebbe i primi due scaglioni Irpef della divisione attuale e rivedrebbe le imposte:

  • Fino a 28mila euro di reddito, si paga il 23% di imposta.
  • Da 28mila a 50mila euro di reddito, si paga il 33% di imposta.
  • Oltre i 50mila euro di reddito, si paga il 43% di imposta.

In questo caso, secondo le stime, ci sarebbero risparmi più distribuiti tra tutte le fasce di reddito. Chi prende dai 50mila euro all'anno in su, comunque, resterebbe in ogni caso il beneficiario maggiore della riforma dell'Irpef. Nel corso del suo discorso al congresso della Cgil – dove è stata accolta con un coro di Bella ciao – Giorgia Meloni ha spiegato che il governo intende "espandere l'aliquota più bassa dell'Irpef per includere più lavoratori". Questo fa pensare che la seconda opzione tra quelle presentate sia più probabile, ma non ci sono ancora conferme sui numeri.

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