Referendum sulla giustizia: sì leggermente avanti nei sondaggi, affluenza stimata intorno al 48%

Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo è ormai alle porte. La rilevazione BiDiMedia offre questa volta un quadro piuttosto articolato dell'opinione pubblica: su diversi punti della riforma prevalgono i favorevoli, ma con margini spesso contenuti e con una quota di indecisi ancora significativa. Nel complesso emerge un elettorato diviso, con forti differenze tra le varie aree politiche e con un risultato finale che, almeno secondo le simulazioni di voto, potrebbe restare in bilico fino agli ultimi giorni di campagna referendaria.
Separazione delle carriere: maggioranza favorevole
La proposta con il consenso più ampio riguarda la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici. Secondo il sondaggio, il 54% degli intervistati si dichiara favorevole (38% molto favorevole e 16% abbastanza favorevole), mentre il 36% è contrario. Il 10% non esprime un'opinione. Un dato che insomma evidenzia una forte polarizzazione politica: il favore sfiora la quasi totalità nell'area di centrodestra (97%), mentre resta molto basso tra gli elettori di centrosinistra e Movimento 5 Stelle.
Corte disciplinare e due CSM: consenso più limitato
L'istituzione di una Corte disciplinare per i magistrati raccoglie poi il 51% di favorevoli, con il 37% contrario e il 12% di indecisi. Più divisiva invece la proposta di creare due Consigli Superiori della Magistratura distinti per giudici e pubblici ministeri: in questo caso, infatti, i favorevoli scendono al 46%, mentre i contrari salgono al 42%. La proposta più controversa risulta però ancora quella del sorteggio dei membri togati del CSM, che vede il Paese praticamente spaccato: 44% favorevoli contro 45% contrari.
Propensione al voto: quasi metà degli elettori certi di partecipare
Sul piano della partecipazione, il sondaggio segnala un livello di mobilitazione significativo: il 45% degli intervistati afferma di essere certo di andare a votare (punteggio massimo nella scala di propensione), mentre circa la metà del campione si colloca comunque in un'area di possibile partecipazione. Le stime indicano quindi un'affluenza che potrebbe collocarsi intorno al 48%, un dato cruciale considerando il quorum richiesto.
Referendum: il Sì leggermente avanti negli scenari
Negli scenari di voto simulati, il Sì appare in vantaggio ma senza margini ampi. Con un'affluenza stimata intorno al 48%, il Sì si attesta infatti al 47,3% contro il 45,1% del No, mentre il 7,6% degli intervistati resta indeciso. Escludendo gli indecisi, il risultato diventerebbe 51,2% per il Sì e 48,8% per il No. Le simulazioni mostrano uno scenario simile anche in caso di affluenza più bassa o più alta: il vantaggio del Sì resta contenuto e la partita appare ancora completamente aperta.
La percezione degli elettori
Molto interessante è poi anche la percezione generale sull'esito del referendum: il 55% degli intervistati ritiene che alla fine vincerà il Sì, mentre il 45% pensa che prevarrà il No. La previsione sulla percentuale finale è però molto più equilibrata: il pronostico medio indica un risultato attorno al 50,5% per il Sì.