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Referendum sulla giustizia 2026

Referendum sulla Giustizia, chi vince nei sondaggi: quanto pesano i Sì e i No alla riforma Nordio

Prosegue la campagna referendaria sulla riforma della Giustizia di Nordio: secondo l’ultimo sondaggio Emg i No salgono leggermente di più dei Sì. Diminuisce la quota di indecisi, che arriva al 21,3%.
A cura di Annalisa Cangemi
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Per il referendum sulla Giustizia il governo ha deciso che si voterà i prossimi 22 e 23 marzo. Anche se la data ora rischia di slittare, a seguito di un ricorso presentato da un comitato per il No, che ha raccolto le 500mila firme necessarie a chiedere un referendum di iniziativa popolare sulla riforma Nordio. Sul merito di questo ricorso si esprimerà il Tar del Lazio il prossimo 27 gennaio: il tribunale amministrativo potrebbe decidere di confermare il decreto con cui il governo ha fissato la data del voto oppure potrebbe sospenderlo, in attesa che la Cassazione esamini anche il secondo quesito.

Secondo il fronte del No il governo ha deciso di accelerare, indicando una data prima che scadesse il termine per la raccolta firme di iniziativa popolare (c'era tempo fino al 30 gennaio), per paura l'allungarsi della campagna referendaria potesse far salire le adesioni dei contrari alla riforma Nordio. L'esecutivo naturalmente smentisce questa versione, e dice che il ricorso era "inutile", perché per legge bastano le sottoscrizioni di almeno un quinto dei membri di una Camera per chiedere un referendum confermativo su una riforma costituzionale. Non sappiamo ancora se il voto sarà rinviato, ma quello che emerge dagli ultimi sondaggi è effettivamente una lieve riduzione della forbice che separa i Sì dai No.

Quanti sono i voti a favore e contro la Riforma di Nordio sulla Giustizia

I Sì al referendum sulla giustizia, che contiene la separazione delle carriere, sono però ancora in netto vantaggio, secondo quanto rilevato giovedì dal sondaggio Emg per il Tg3 diretto da Pierluca Terzulli, che è andato in onda a Linea Notte: i favorevoli alla riforma sono infatti al 48,7% (+1,2% rispetto alla settimana precedente) mentre i No si fermano al 30% (+1,8%), con una affluenza alle urne stimata al 43%. Gli indecisi sono il 21,3%, in calo di 3 punti percentuali rispetto alla settimana precedente.

Secondo l'ultima Supermedia Agi/Youtrend, invece, la distanza tra i Sì e i No sarebbe un po' meno estesa: i primi sono dati al 58,9% (+2,2 rispetto all'11 dicembre 2025), mente i No sono al 41,1 (-2,2 rispetto all'11 dicembre 2025).

Le intenzioni di voto degli italiani

C'è un sostanziale testa a testa tra centrodestra e centrosinistra, che già guardano alle elezioni politiche del 2027: secondo la rilevazione di Emg, il centrodestra è dato al 46,8% (-0,8% rispetto alla settimana precedente) e il centrosinistra al 45,6% (+0,7% rispetto alla settimana precedente). Il centro con Azione (3%) e Libdem (1,7%) tocca il 4,7% (-0,2%). L'affluenza stimata è al 55% (in calo rispetto al 64% del 2022).

Per quanto riguarda l'elenco dei partiti, Fratelli d'Italia è saldamente in testa con il 28,6%. Seguono il Pd al 22,3% e il M5s al 12,8%. Lega e Forza Italia sono alla pari: entrambi i partiti hanno l'8,3%. Mentre nel centrosinistra Avs è al 5,9%, Italia Viva al 2,8% e Più Europa all'1,8%. Nel centrodestra Noi Moderati è all'1,6%.

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