Referendum giustizia, il Sì torna in vantaggio, cresce anche l’affluenza: cosa dice il sondaggio

Il referendum sulla giustizia 2026 si avvicina. Mancano poche settimane, si vota domenica 22 e lunedì 23 marzo. Nelle ultime settimane il risultato è parso sempre più in certo, con il No in rimonta e i due blocchi quasi in parità. Il sondaggio realizzato dall'istituto Piepoli per Quotidiano nazionale, invece, premia il Sì con il 54%. In questo caso lo stacco con il No, al 46%, è ancora ampio. Anche l'affluenza è in crescita, con il 45% degli italiani intenzionati a recarsi alle urne per esprimere il proprio giudizio sulla riforma della giustizia.
Un giudizio che si preannuncia positivo per la maggioranza. Più di cinque elettori su dieci dice che voterà sì, con differenze a seconda dell'appartenenza politica. Il restante 46% invece, boccerà la riforma.
I vivaci confronti dei giorni precedenti, come quello tra il ministro Carlo Nordio e il leader M5s Giuseppe Conte, hanno contribuito a far salire l'interesse pubblico attorno al tema, oltre che a polarizzare il dibattito. L'effetto sugli elettori, secondo l'analista Livio Gigliuto, non riguarda tanto il numero di voti che ogni schieramento riesce a recuperare, ma piuttosto l'attenzione che il referendum sarà in grado di catalizzare e di conseguenza, la partecipazione alle urne.
Le stime infatti, danno l'affluenza in crescita di due punti percentuali, al 45%. Resta comunque una soglia bassa, sotto il 50%, ma l'incremento può ritenersi il segnale di un crescente interessamento da parte degli elettori.
Come precisato più volte, il dato sull'affluenza non inciderà sulla validità del referendum. Questa tipologia di consultazione, il referendum confermativo, non prevede un quorum. Passerà l'opzione che otterrà più voti indipendentemente da quanti elettori andranno a votare.
Sia per quel che riguarda l'affluenza che per il risultato, emergono delle differenze a seconda dell'orientamento di voto dell'elettore. La partecipazione cresce un po' dappertutto, ma sopratutto nel centrosinistra. Il No viaggia attorno al 90% tra gli elettori del centrosinistra, leggermente più basso tra quelli del Movimento 5 Stele, all'84%. Dall'altra parte, nel centrodestra, com'era prevedibile, il Sì raccoglie il 93%.
Tra uomini e donne, i primi risultano più propensi a votare sì, con il 55%, rispetto alle donne, al 51%. Sul fronte generazionale, il No cresce tra i più giovani. Nella fascia compresa tra i 18 e i 24 anni è al 49%, mentre scende al 33% tra gli under 34.
Emergono delle distinzioni anche sul piano della provenienza geografica. I due blocchi sono appaiati tra gli elettori del Centro e delle Isole, mentre il Sì torna in vantaggio tra quelli delle isole.