video suggerito
video suggerito
Referendum sulla giustizia 2026

Referendum giustizia, il No avanti anche con alta affluenza secondo gli ultimi sondaggi

L’ultimo sondaggio YouTrend registra il No in vantaggio sia nello scenario di bassa che in quello di alta affluenza, confermando una tendenza ormai consolidata nelle ultime settimane. I numeri mostrano profonde differenze tra territori, età e orientamenti politici, suggerendo che la partecipazione al voto potrebbe giocare un ruolo decisivo nell’esito finale del 22 e 23 marzo.
A cura di Francesca Moriero
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

A poco più di due settimane dal referendum sulla riforma della giustizia, l'ultimo sondaggio di YouTrend per SkyTg24 offre una nuova fotografia dell'orientamento degli elettori: il fronte del No sembra consolidare il proprio vantaggio sul Sì. Anche in uno scenario di forte partecipazione al voto, i contrari alla riforma proposta dal ministro Carlo Nordio mantengono nn leggero ma costante vantaggio. Se dovesse recarsi alle urne il 57,3% degli aventi diritto, infatti, includendo sia chi dichiara di votare "sicuramente" sia chi lo farà "probabilmente", il No arriverebbe al 51,4%, lasciando il Sì al 48,6%. In caso di affluenza più contenuta, invece, il divario si allarga: il No è stimato al 54,1%, confermando la tendenza delle settimane precedenti.

La scelta resta profondamente politica

L'orientamento degli elettori riflette una netta polarizzazione: oltre il 93% degli elettori di centrodestra voterebbe Sì, con picchi del 98% tra i sostenitori di Fratelli d’Italia, e tra l'81% e l'83% tra chi appoggia Lega e Forza Italia. Sul fronte opposto, il No raccoglie consenso presso il 93% degli elettori del "campo largo". Tra i centristi, circa sette su dieci si dichiarano contrari, con differenze tra i sostenitori di Azione, più vicini al Sì, e quelli di Italia Viva e +Europa, più orientati al No.

Giovani e over 55: No in vantaggio

Dal punto di vista demografico, i giovani tra i 18 e i 34 anni sostengono il No in modo consistente, con il 60% dei consensi nello scenario di alta affluenza e il 62% in quello di bassa. Questo indica una forte polarizzazione generazionale: i più giovani sembrano più critici nei confronti della riforma proposta dal ministro Carlo Nordio, probabilmente spinti da un mix di fattori culturali e politici. Sorprendentemente, anche tra gli over 55 il No riesce a prevalere, seppure di poco, attestandosi al 52%. Tra gli elettori più maturi, tradizionalmente considerati più cauti verso le novità legislative, questo leggero vantaggio segnala un possibile cambiamento nei comportamenti di voto e un'attenzione crescente ai temi della giustizia.

Nord e Sud, grande divario di partecipazione

La partecipazione stimata mostra poi un forte divario territoriale che potrebbe influenzare l'esito del referendum. Al Nord, l'affluenza potenziale raggiunge il 66%, a dimostrazione di un elettorato più mobilitato e sensibile alle campagne politiche locali. Al Sud, invece, la partecipazione stimata resta intorno al 47%, evidenziando una maggiore distanza dai temi della riforma. Questo divario geografico, combinato con le diverse inclinazioni politiche delle aree del Paese, suggerisce che l'esito finale non dipenderà solo dalle preferenze individuali, ma anche dalla capacità di mobilitare gli elettori nei diversi territori, con il Nord potenzialmente più decisivo per il risultato complessivo.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views