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Referendum sulla giustizia 2026

Raggiunto il target di 500mila firme per il referendum raccolte dal comitato del No: “Segnale al governo”

È stato raggiunto poco fa il traguardo delle 500mila firme per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, iniziativa lanciata da un comitato di 15 giuristi, guidati da Carlo Guglielmi.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il fronte del No assesta un altro colpo al governo nella campagna referendaria sula riforma della Giustizia, che contiene la separazione delle carriere. Il comitato dei 15 giuristi, che lo scorso 22 dicembre aveva avviato la raccolta firme per un quesito alternativo sulla riforma di iniziativa popolare, ha raggiunto il target delle 500mila firme, con largo anticipo rispetto al termine fissato dalla legge, ovvero prima dello scadere dei 90 giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale.

Le sottoscrizioni in teoria avrebbero dovuto chiudersi il prossimo 30 gennaio, ma il governo, contrariamente alla normale prassi seguita dai governi precedenti, con il Consiglio dei ministri di lunedì scorso ha fissato la data per il voto, i prossimi 22 e 23 marzo. Il comitato guidato dall'avvocato Guglielmi allora aveva protestato, scrivendo al Presidente della Repubblica Mattarella e depositato un ricorso al Tar, chiedendo una ‘sospensiva cautelare' della delibera del Cdm sulla data del referemdum.

Come sappiamo ieri il Tar del Lazio ha fissato un'udienza il prossimo 27 gennaio, per la trattazione collegiale del ricorso contro la delibera del governo. Per i sostenitori del Sì, cioè per la maggioranza, è la prova che i giudici hanno dato torto a Guglielmi.  Ma per quest'ultimo i tempi sono perfettamente in linea con la data del voto, visto che mancano più di due mesi, e il ricorso non è stato affatto affossato.

Al di là del braccio di ferro, che ha visto schierato in prima linea anche il comitato ‘Società civile per il NO', la raccolta firme è andata avanti spedita. Come previsto dai proponenti, il traguardo delle 500mila firme necessarie a proporre un referendum confermativo sulla riforma costituzionale sono state raggiunte. Per i comitati del No è la prova che i cittadini auspicano un allargamento della partecipazione popolare.

L'annuncio di Guglielmi: "Sono arrivate le 500mila firme"

"Sono arrivate le 500.000 firme. Nel discorso degli Oscar i premiati ringraziano tutti, ma questo Oscar non è stato vinto grazie a tutti quelli che hanno firmato ma proprio da tutti quelli che hanno firmato. Ed è stato vinto dalle loro associazioni, partiti e sindacati che si sono schierati da subito e pubblicamente per la raccolta delle firme E che hanno materialmente impegnato le proprie strutture per questo risultato straordinario", si legge in una nota diffusa dalll'avvocato Carlo Guglielmi, portavoce del Comitato promotore della raccolta firme popolari per il referendum sulla magistratura.

"In questi 24 giorni firmare è stato un atto sommamente politico di difesa della legalità costituzionale e di presa di parola collettiva, è stato un movimento che ha costruito dibattito e alleanze, che ha portato ad attivarci scacciando la rassegnazione, è stato un gesto liberatorio con cui dire no alla prepotenza di chi credeva in una battaglia già vinta. Noi ricominciamo da 500.000, ed è nient'altro che l'inizio. E quindi vi annunciamo che la raccolta continua, firmate e fate firmare. E state sintonizzati per i futuri dettagli. Grazie a tutti voi e tutti noi", ha aggiunto.

Conte: "Risultato incredibile"

"È un risultato incredibile: in pochi giorni siamo arrivati a 500mila firme contro la riforma dell'ingiustizia di Meloni e Nordio. È un segnale dirompente!", ha scritto su Facebook il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, secondo il quale si tratta di un risultato ottenuto "con tutti contro. Nonostante il lavaggio del cervello a reti unificate su questa riforma, su cui stanno illudendo i cittadini. Nonostante un Governo che snobba e ridicolizza la partecipazione, l'impegno, la raccolta firme, accelerando i tempi per il referendum per dare meno tempo ai cittadini di discutere e informarsi".

"Lottiamo, informiamo e partecipiamo. Correre controvento, contro il tempo, contro tutto – ha aggiunto l'ex premier – non ci ha mai fatto paura".

"Fermiamo col nostro voto questa riforma che non serve a migliorare la giustizia per i cittadini ma a difendere la casta dei politici e i governi dalle inchieste. La legge è uguale per tutti. Avanti!", ha concluso Conte nel post.

Bonelli: "Risposta all'arroganza del governo"

Per il leader di Avs Angelo Bonelli "Il raggiungimento delle 500 mila firme in poche settimane è un risultato straordinario ed è la miglior risposta delle cittadine e dei cittadini all'arroganza di un governo che vuole agire in maniera impunita. Questa mobilitazione dimostra che non c'è nulla di riformatore in ciò che la destra sta facendo sulla giustizia: non assumono magistrati, non riducono la durata dei processi penali e civili, non migliorano l'accesso alla giustizia per i cittadini. C'è invece la volontà di indebolire chi indaga e di colpire gli strumenti che hanno permesso di contrastare mafia e corruzione. Le 500 mila firme raccolte in così poco tempo sono un segnale politico chiaro: il Paese non accetta riforme che tutelano i potenti e indeboliscono lo Stato di diritto".

La replica di Nordio: "Attendo il Tar il 27 gennaio"

"Come si fa cambiare un quesito confermativo costituzionale? O sì o no. Comunque aspettiamo il 27 quando decideranno sul ricorso, fino al giorno 27 noi siamo in fiduciosa attesa", ha commentato così la notizia il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ieri aveva anche bollato il ricorso al Tar come "inutile".

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