Quando scatta il taglio dell’Assegno unico 2026 e chi rischia di prendere meno soldi

L'Assegno unico e universale nel 2026, come tutti gli anni, è stato adeguato all'inflazione. Questo significa che sono in arrivo importi più alti, a febbraio e anche a marzo, quando dovrebbero arrivare gli aumenti arretrati di gennaio. C'è però chi, al contrario, rischia di ritrovarsi con un assegno ben più basso. Si tratta di chi non ha ancora aggiornato l'Isee per il 2026 e non lo farà entro la scadenza del 28 febbraio. In questo caso, ci sarà tempo fino a giugno per recuperare.
Quando scatta il taglio dell'Assegno unico nel 2026 e per chi
Come indicato dal calendario dei pagamenti diramato dall'Inps, i soldi a febbraio partiranno tra il 19 e il 20 del mese. Sarà l'ultima mensilità in cui sarà ancora valido l'Isee del 2025. Dopodiché sarà necessario rinnovarlo per adeguarlo al nuovo anno.
Per chi non lo fa entro il 28 febbraio 2026, con l'assegno di marzo arriverà una brutta sorpresa. Le norme prevedono, infatti, che a chi non ha un Isee valido venga erogata la stessa somma che spetta a chi ha un Isee molto alto, oltre i 46.582,71 euro.
Dunque, tutte le famiglie che hanno un Isee al di sotto di questa soglia e ricevono un Assegno unico più alto devono sbrigarsi a rinnovarlo entro il 28 febbraio 2026, se non l'hanno già fatto. Il rischio, in caso contrario, è di ritrovarsi con un aiuto molto meno generoso.
Per esempio, una famiglia con Isee di 22mila euro oggi riceve 181 euro al mese per ciascun figlio minorenne o con disabilità. Nel caso in cui però non presenti in tempo la richiesta per un nuovo Isee valido nel 2026, l'importo scenderà al minimo previsto: circa 58 euro al mese. Oltre cento euro in meno, che possono farsi sentire la differenza nell'economia domestica. Se si tratta di una famiglia con Isee minimo (ovvero sotto i 17.468,51 euro) l'importo è di circa 204 euro al mese, quindi la differenza è di quasi 150 euro.
Come rinnovare l'Isee e recuperare gli arretrati
Per rinnovare l'Isee è semper necessario inviare la propria Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) all'Inps. Lo si può fare dall'apposito portale online dell'Istituto o l'app Inps Mobile. La modalità precompilata, che contiene già molte delle informazioni principali, è pensata per agevolare i cittadini che vogliono procedere autonomamente. In alternativa ci si può rivolgere a un patronato o un Caf per assistenza.
L'importante è completare la pratica entro la fine di febbraio. Se non si fa in tempo, c'è comunque un certo margine per rimettersi in regola e non perdere i soldi a cui si ha diritto. Se l'Isee non è aggiornato entro la fine di febbraio, la mensilità di marzo sarà pari al minimo. Ma se lo si rinnova entro il 30 giugno 2026 si tornerà a ricevere l'importo corretto con gli arretrati.
Ad esempio, se una famiglia non aggiorna l'Isee entro il 28 febbraio da marzo otterrà solamente 58 euro al mese di Assegno unico. Se poi invia la Dsu all'Inps nel mese di marzo, già da aprile l'importo tornerà quello spettante (per esempio, 158 euro) e con la prima mensilità utile si riceverà la ‘differenza' che spettava a marzo (cento euro). Se la stessa famiglia aspetta fino a giugno per aggiornare l'Isee, a luglio riceverà la somma corretta e arriveranno anche gli arretrati dei quattro mesi precedenti (400 euro).
Attenzione: il 30 giugno 2026 è l'ultima scadenza utile per recuperare gli arretrati. Se si va oltre, si perderà definitivamente diritto alle somme in più, anche se l'Isee è basso. Presentando l'Isee aggiornato da luglio in avanti, infatti, l'importo dell'Assegno unico sarà adeguato a partire dal mese successivo, ma non ci saranno arretrati.