Perché i dati biometrici dei cittadini italiani potrebbero finire nelle mani dell’amministrazione Trump

Il M5s denuncia la trattativa tra Unione europea e Stati Uniti sull'accordo Enhanced Border Security Partnership, che rischia di consentire l'accesso da parte delle autorità statunitensi a database di polizia europei che contengono dati biometrici, impronte digitali e altre informazioni altamente sensibili dei cittadini.
Se la trattativa andasse a buon fine, i paesi dell'Unione Europea quindi potrebbero autorizzare l’accesso diretto degli Stati Uniti alle banche dati biometriche nazionali, nell'ambito di un negoziato più ampio sul programma di ingresso senza visto Visa Waiver, sollevando dubbi sulla protezione dei dati personali.
In un'interrogazione a risposta urgente, presentata al governo, la deputata pentastellata Stefania Ascari chiede conto dei negoziati in corso tra l'Unione europea e gli Stati Uniti "per un accordo denominato Enhanced Border Security Partnership (EBSP), finalizzato allo scambio di dati tra le autorità di polizia europee e il Department of Homeland Security degli Stati Uniti".
Questo accordo, si legge nel testo dell'interrogazione, "secondo quanto emerso da documenti del Consiglio dell’Unione europea e da inchieste giornalistiche, potrebbe prevedere l’accesso da parte delle autorità statunitensi a database di polizia contenenti dati biometrici, impronte digitali e altre informazioni sensibili riguardanti i cittadini europei, inclusi quelli italiani".
L'accordo dovrebbe essere agganciato al Visa Waiver Program, "che consente ai cittadini italiani di viaggiare negli Stati Uniti senza visto, e riguarderebbe quindi potenzialmente milioni di cittadini italiani".
"Siamo di fronte a un’ipotesi gravissima", ha denunciato Ascari in un post, "che rischia di compromettere diritti fondamentali e di creare un precedente pericoloso".
L'accordo in questione rischia di passare senza la che la questione venga affrontata in un dibattito publico e parlamentare. "Neppure tra gli Stati membri dell’Unione europea esiste un accesso pieno e indiscriminato ai rispettivi archivi di polizia", ha scritto ancora la parlamentare. "Consentire a un Paese terzo l’accesso a dati biometrici e database investigativi sarebbe un grave precedente".
Il punto è che, sottolinea Ascari, "gli Stati Uniti non dispongono di un sistema di tutela dei dati personali equivalente al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) vigente nell’Unione europea; il Department of Homeland Security, sotto cui opera la polizia di frontiera statunitense (ICE), è stato più volte oggetto di gravi critiche internazionali per violazioni dei diritti umani, uso sproporzionato della forza e assenza di adeguati meccanismi di responsabilità".
Organizzazioni indipendenti come Statewatch hanno denunciato che la decisione di avviare questi negoziati sarebbe stata assunta senza un dibattito pubblico e parlamentare, né a livello europeo né nazionale "l’eventuale condivisione di database di polizia con un Paese terzo rappresenterebbe un precedente di portata eccezionale", si legge ancora nel testo dell'interrogazione, "considerato che neppure tra gli Stati membri dell’Unione europea esiste un accesso pieno e indiscriminato ai rispettivi archivi di polizia; considerato che: la protezione dei dati personali e biometrici rientra tra i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione italiana e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; ogni trasferimento di dati verso Paesi terzi deve rispettare i principi di necessità, proporzionalità, finalità specifica e adeguate garanzie giuridiche".
Inoltre, ricorda Ascari, "la Corte di giustizia dell’Unione europea ha più volte censurato accordi di trasferimento dati verso gli Stati Uniti per insufficienza delle tutele offerte".
Pertanto la pentastellata chiede nella sua interrogazione "se il governo sia a conoscenza dei negoziati in corso tra Unione europea e Stati Uniti nell’ambito dell’Enhanced Border Security Partnership e quale sia la posizione assunta dall’Italia in tali sedi; quali tipologie di dati riguardanti cittadini italiani potrebbero essere trasferite alle autorità statunitensi e con quali garanzie di tutela, controllo e limitazione dell’uso; se il Governo ritenga compatibile tale trasferimento con il GDPR, con la Costituzione italiana e con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea; se sia stato coinvolto il Garante per la protezione dei dati personali e quali valutazioni abbia espresso; se il Governo non ritenga necessario sottoporre preventivamente al Parlamento qualsiasi decisione o accordo che comporti la condivisione di dati di polizia e dati biometrici dei cittadini italiani con Paesi terzi; quali iniziative intenda assumere per impedire che i dati sensibili dei cittadini italiani finiscano nella disponibilità di autorità straniere prive di adeguati standard di tutela dei diritti fondamentali".
I dati sensibili delle cittadine e dei cittadini italiani non possono finire nella disponibilità di autorità straniere prive di adeguati standard di tutela dei diritti fondamentali.Il Parlamento deve essere coinvolto prima di qualsiasi decisione.