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Nel caso te lo fossi perso, il Podcast

Perché gli USA hanno sanzionato Francesca Albanese e cosa c’è nel suo report che non va giù alla Casa Bianca: il nuovo episodio di “Nel Caso Te Lo Fossi Perso”

“Nel caso te lo fossi perso” è il Podcast di Fanpage.it che ogni giorno alle 18.00 fa il punto sulla notizia più importante del momento, per farti restare sempre aggiornato. Oggi parliamo delle sanzioni a Francesca Albanese, la relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei territori occupati palestinesi.
A cura di Redazione
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È online un nuovo episodio di "Nel caso te lo fossi perso", il Podcast daily di Fanpage.it che, dal lunedì al venerdì alle 18.00, ti racconta la notizia più importante del giorno con la nostra giornalista, Annalisa Girardi.

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Di solito, quando un governo impone delle sanzioni individuali, queste riguardano dei capi di Stato o di governo di Paesi ostili, dei miliziani. Non certo dei funzionari delle Nazioni Unite. Quello che sta succedendo con Francesca Albanese, la relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei territori occupati palestinesi, è abbastanza singolare. Anche se per lei è molto chiaro quale sia l’intento della Casa Bianca: l’intimidazione, in modo da far tacere sul nascere tutte le voci critiche con il governo israeliano e i suoi alleati. Dei modi che, ha commentato albanese, ricordano quelli mafiosi.

Recentemente ha pubblicato un report che si intitola “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”, in cui indica una quarantina di aziende – 45 per la precisione – spiegando come queste si stiano arricchendo con la guerra. Albanese ha usato queste parole: “Fanno profitti sulla distruzione di vite innocenti. Il genocidio a Gaza non può essere fermato senza smantellare l’economia globale che lo sostiene. Le aziende e i loro dirigenti devono essere chiamati a rispondere. La giustizia non può essere selettiva”. Chiaramente tra queste aziende ci sono quelle militari, che producono le armi, ma anche quelle tecnologiche di cui denuncia una sorta di doppia faccia. Cioè il fatto che ufficialmente vendono i loro prodotti e servizi per scopi civili, ma che poi il governo israeliano usa per scopi militari. E poi appunto c’è tutto il settore bancario, accusato di sostenere il governo israeliano a livello finanziario, in modo da permettergli di proseguire il conflitto.

Dopo la pubblicazione di questo report, il governo statunitense ha deciso di imporle delle sanzioni. Non è chiarissimo di che tipo, ma probabilmente le è stato vietato l’ingresso negli Stati Uniti e nel caso in cui Albanese avesse dei beni negli USA, questi sono stati congelati. Vi leggo il post che il segretario di stato statunitense, Marco Rubio, ha scritto su X per annunciare appunto quelle sanzioni. “Oggi impongo sanzioni alla Relatrice Speciale del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, per i suoi illegittimi e vergognosi tentativi di indurre la Corte penale internazionale ad agire  contro funzionari, aziende e dirigenti statunitensi e israeliani”. E ancora: “La campagna di guerra politica ed economica di Albanese contro gli Stati Uniti e Israele non sarà più tollerata. Sosterremo sempre il diritto all'autodifesa dei nostri partner.Gli Stati Uniti continueranno a intraprendere qualsiasi azione riterranno necessaria per rispondere alle azioni legali e proteggere la nostra sovranità e quella dei nostri alleati”.

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