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Ong, cosa è successo alla nave Humanity 1, arrivata a Crotone: “Persone in acqua e libici sparavano”

Ieri sera 77 migranti salvati dalla Humanity 1 sono stati portati in salvo a Crotone. Ma l’Ong ha raccontato di aver subito un attacco dei libici durante le operazioni di soccorso.
A cura di Annalisa Cangemi
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La nave Humanity 1, della Ong tedesca Sos Humanity, è arrivata ieri sera al porto di Crotone. All'imbarcazione umanitaria, che nel pomeriggio del 2 marzo aveva soccorso al largo della Libia, in acque internazionali, 77 persone a bordo di imbarcazioni alla deriva, era stato inizialmente assegnato il porto di Bari, poi la destinazione indicata è stata Crotone, anche in considerazione delle pessime condizioni meteo-marine.

Nel corso dell'attività di soccorso era anche intervenuta una unità della Guardia costiera libica che, secondo quanto raccontato dall'equipaggio della nave ong tedesca, aveva esploso dei colpi verso i mezzi nave Ong, impegnata nelle operazioni di salvataggio dei migranti.

Spari dei libici contro la Humanity 1

Si parla di spari, al termine dei quali una persona sarebbe annegata e diverse sarebbero state sequestrate e deportate in Libia: "I nostri gommoni di salvataggio veloce – ha raccontato all'Agi Laura Gorriahn, presidente di Sos Humanity, a bordo della nave – erano già sul posto e distribuivano giubbotti di salvataggio quando un tender della cosiddetta Guardia Costiera libica si è diretto verso di noi. Hanno agito in modo molto aggressivo, causando caos e panico tra le persone in difficolta' su tre imbarcazioni, che sono saltate o cadute in acqua durante la manovra rischiosa e minacciosa. Poco dopo la cosiddetta Guardia costiera libica ha sparato in acqua. C'è una foto in cui si può vedere il fumo dello sparo".

La motovedetta libica era stata venduta dall'Italia, e potrebbe essere una delle due navi finanziate e consegnate dall'Ue nella seconda metà del 2023. "Confrontando le immagini della motovedetta che abbiamo scattato sabato con quelle delle due imbarcazioni fornite alle autorità libiche – ha aggiunto Gorriahn all'Agi – sembrano identiche. È uno scandalo che l'Ue abbia fornito attrezzature che vengono utilizzate per interventi in mare così sconsiderati, pericolosi per la vita e in totale violazione del diritto internazionale.

Dopo le minacce dei libici la Humanity 1 si è allontanata. "La nostra squadra di ricerca e soccorso è stata costretta ad abbandonare la scena quando le persone in pericolo avevano ancora un disperato bisogno di aiuto. Fortunatamente non ci sono stati feriti gravi tra le persone che abbiamo salvato, ma un numero imprecisato di persone in difficoltà è stato portato a bordo della nave libica dopo che abbiamo dovuto interrompere il soccorso. Secondo la testimonianza di un testimone, dobbiamo presumere che una persona sia rimasta indietro. Dobbiamo pensare al peggio. Senza l'intervento della cosiddetta Guardia Costiera libica non sarebbe successo nulla di tutto ciò"

"Abbiamo informato le autorità competenti – ha detto ancora la presidente della ong – compreso l'Mrcc italiano, sugli eventi che si stavano verificando. A quanto pare non c'è stato alcun intervento, né da parte delle autorità italiane né da parte di quelle maltesi, per impedire o fermare la cosiddetta Guardia Costiera libica che effettuava un'intercettazione illegale e pericolosa".

Delle 77 persone sbarcate a Crotone la maggior parte provengono dal Bangladesh (54 persone di cui due minori non accompagnati); 20 sono i cittadini siriani (17 adulti tra cui 3 minori, due dei quali non accompagnati) e 3 del Pakistan. Lo sbarco è stato coordinato dalla Prefettura di Crotone e gestito sul porto dall'Ufficio immigrazione della Questura con la collaborazione di Guardia costiera e Guardia di Finanza. Le condizioni di salute delle persone arrivate ieri sono buone.

Al termine della operazioni di sbarco le forze dell'ordine sono salite a bordo della Humanity 1 per verifiche documentali e si teme un nuovo fermo amministrativo. La nave della Ong tedesca, infatti, era stata già sottoposta a fermo amministrativo a Crotone nel mese di dicembre scorso per aver violato le norme del decreto Piantedosi-Meloni.

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