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Modello F24 con PagoPA: cosa cambia per il pagamento di tasse, multe, bolli e imposte locali

Dal 2026 il modello F24 potrà essere pagato anche tramite PagoPA, nell’ambito del piano di digitalizzazione fiscale previsto dalla delega tributaria. L’integrazione, che sarà completata entro il 2028, punta a semplificare i versamenti di imposte nazionali e locali, multe e bolli, con l’obiettivo dichiarato di ridurre errori e tempi di gestione per cittadini e imprese.
A cura di Francesca Moriero
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Da quest'anno il modello F24, cioè lo strumento utilizzato da cittadini, professionisti e imprese per il pagamento di imposte come l'IVA, l'IRPEF e tributi locali quali IMU e TARI, potrà essere versato direttamente attraverso il circuito PagoPA, la piattaforma digitale della Pubblica Amministrazione. La novità rientra nel Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 dell'Agenzia delle Entrate ed è prevista dal decreto legislativo sulla semplificazione degli adempimenti tributari, attuativo della delega fiscale. In particolare, gli articoli 17 e 18 introducono strumenti finalizzati a digitalizzare la gestione delle deleghe di pagamento: da un lato il servizio per l’addebito con scadenze future, dall'altro l'integrazione del modello F24 nel circuito PagoPA.

Fino a oggi, il pagamento dell'F24 avveniva infatti principalmente tramite sportelli bancari, postali o sistemi di home banking; con l'introduzione di PagoPA, sarà ora possibile completare l'intera operazione online, accedendo ai servizi da computer, tablet o smartphone. L'obiettivo è quello di semplificare gli adempimenti, ridurre i margini di errore formale e rendere più rapido e tracciabile il flusso dei versamenti verso lo Stato e gli enti territoriali.

Quali pagamenti si potranno effettuare con il modello F24 su PagoPA

I contribuenti potranno compilare e inviare l'F24 attraverso i canali digitali aderenti a PagoPA, come il sito dell'Agenzia delle Entrate o l'app IO. Una volta selezionato il modello da versare, il sistema genererà un avviso di pagamento compatibile con il circuito PagoPA, analogo a quello utilizzato per altre tipologie di tributi o servizi pubblici. Il pagamento potrà essere effettuato immediatamente e la ricevuta sarà rilasciata in tempo reale, con pieno valore legale. In alcuni casi sarà possibile anche optare per la rateizzazione dell'importo, utilizzando gli strumenti di pagamento disponibili sulla piattaforma. Rimangono comunque valide anche le modalità tradizionali, come il pagamento tramite home banking o agli sportelli bancari e postali, almeno durante la fase di transizione.

I pagamenti riguarderanno sia tributi nazionali, come l'IVA o l'IRPEF, sia tributi locali, come l'IMU e la TARI. Nel caso dei tributi locali, i fondi dovranno essere trasferiti agli enti territoriali secondo le scadenze previste dalla normativa, in modo analogo a quanto avviene oggi con i versamenti tradizionali. Proprio il corretto e tempestivo riversamento delle somme agli enti locali rappresenta uno degli aspetti tecnici più delicati della riforma. Per esempio, un cittadino che deve pagare l'IMU potrà compilare il modello F24 dall’area riservata o tramite app, selezionare il Comune di riferimento e inserire i dati relativi all'immobile. Una volta confermato il pagamento, il sistema trasferirà poi l'importo all’ente competente secondo i tempi stabiliti, senza necessità di recarsi fisicamente allo sportello.

Come funzioneranno i pagamenti del modello F24 su PagoPA: le modalità

Il circuito PagoPA consente diverse modalità di pagamento, sia online sia fisiche. Per procedere sarà necessario disporre dell'avviso di pagamento oppure del Codice Avviso e del Codice Fiscale dell'ente creditore.

Pagamenti online

È possibile effettuare il versamento:

  • attraverso il portale dell'ente creditore o il sito ufficiale di PagoPA, inserendo i dati dell'avviso o inquadrando il QR code;
  • tramite l'app IO, dove l'avviso può essere visualizzato direttamente e saldato con pochi passaggi;
  • mediante home banking o app di pagamento abilitate (come PayPal o servizi analoghi), selezionando la voce pagoPA o CBILL e autorizzando la transazione.

In tutti i casi, l'utente potrà scegliere tra carta di credito o debito, conto corrente o altri strumenti digitali, verificando eventuali commissioni applicate dal prestatore del servizio di pagamento.

Pagamenti sul territorio

Restano sempre disponibili anche i canali fisici per chi preferisce recarsi di persona:

  • sportelli bancari e uffici postali;
  • ATM abilitati;
  • esercizi convenzionati come tabaccherie, ricevitorie e supermercati aderenti;
  • punti di pagamento autorizzati presenti sul territorio.

Al termine dell'operazione verrà rilasciata poi anche una ricevuta cartacea valida a tutti gli effetti di legge.

La transazione e le tempistiche

Il passaggio completo al pagamento digitale tramite PagoPa sarà graduale e si concluderà nel 2028. Questo periodo servirà agli enti statali per aggiornare i sistemi informatici, formare il personale e adeguare i processi di gestione dei dati dei contribuenti. Durante la fase di transizione, i pagamenti tradizionali rimarranno attivi, permettendo ai contribuenti di scegliere il canale più adatto alle proprie esigenze.

Possibili sviluppi futuri

In questo contesto, l'estensione del modello F24 al circuito digitale costituirebbe solo un primo passo verso l'inclusione di altre tipologie di tributi e contributi nei sistemi di pagamento online gestiti da PagoPA. In prospettiva, infatti, il circuito digitale potrebbe diventare un punto unico di riferimento per il pagamento di imposte, tasse e contributi, almeno questo è l'obiettivo dichiarato per la futura gestione amministrativa per cittadini, professionisti e imprese.

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