La Ocean Viking sbarcherà a Pozzallo, in Sicilia. Ad annunciarlo, via Twitter, è la Ong Sos Mediterranee, pubblicando un video in cui uno degli attivisti a bordo comunica ai 39 migranti soccorsi dalla nave umanitaria lo scorso 17 gennaio che presto sbarcheranno in un porto sicuro. "Ai 39 sopravvissuti, salvati dalla Ocean Viking da un'imbarcazione in legno nel Mediterraneo tre giorni fa, è appena stato assegnato Pozzallo, in Sicilia, come porto sicuro di sbarco. Dopo essere fuggiti da violenze e il conflitto armato in Libia, i migranti a bordo sono sollevati nel sapere che presto potranno sbarcare", scrive l'organizzazione.

Alcune ore prima Sos Mediterranee aveva annunciato che la nave avrebbe cercato riparo dal maltempo avvicinandosi alle coste meridionali siciliane, dal momento che i forti venti continuavano a spingerla verso il Mediterraneo centrale. Qualche giorno fa, invece, mentre a Berlino si avviava la conferenza sulla Libia, la Ong denunciava lo stallo per cui i naufraghi salvati si trovavano ancora in mare, in condizioni meteo che continuavano a peggiorare. "Mentre si discute della crisi in Libia alla Conferenza di Berlino, 39 persone soccorse a bordo della Ocean Viking continuano ad aspettare un porto sicuro. Hanno appena trascorso una pericolosa notte in mare, dopo essere stati tratti in salvo due giorni fa: hanno bisogno di essere sbarcati il prima possibile, senza ulteriori ritardi", scriveva la Ong su Twitter, pubblicando una foto dei migranti a bordo.

La presenza di una barca in difficoltà a largo delle coste libiche era stata segnalata nella notte da Alarm Phone, la piattaforma che fornisce assistenza telefonica ai migranti in difficoltà nel Mediterraneo: la Ocean Viking si è quindi recata sul posto e poco prima dell'alba ha portato a termine il soccorso, non senza difficoltà visto il forte vento e le onde alte. "Con l'escalation di violenze in Libia, ci aspettiamo che ancora più persone tentino la fuga e vengano a cercare asilo in Europa", ha affermato Alarm Phone a proposito del dossier libico, che si fa di giorno in giorno più complesso. "Quante vite serviranno ancora per far sì che l'Europa decida di creare un passaggio sicuro per queste persone, in cerca di sicurezza e libertà?", aveva denunciato l'ong.