Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, torna all’attacco delle Ong che salvano le vite dei migranti nel Mar Mediterraneo. E sposa ancora una volta la linea dura del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. In un’intervista al Corriere della Sera, Di Maio accusa le Ong di essere “una parte del problema”: “Non bisogna cadere nel loro gioco, delle Ong intendo. Mentre fanno lo show con l’Italia gli scafisti continuano a fare traffico verso le nostre coste”. Di una cosa Di Maio è certo: di quanto sta avvenendo nel Mediterraneo – definito uno “show” dallo stesso capo politico M5s – il governo italiano non ne è responsabile. “Se uno Stato sovrano difende i propri confini, peraltro nel silenzio totale dell’Europa, è responsabile? E di cosa? – replica il vicepresidente del Consiglio – È responsabile chi prima di noi ha taciuto e magari per approfittarne e creare un business. Mettiamo le cose in chiaro: le Ong sono una parte del problema, mentre si discuteva della Mediterranea ne arrivavano altri 70 con piccole imbarcazioni. Poi in questi giorni ci sono stati altri sbarchi anche in Sardegna. Nell’ultimo mese sono arrivati 300 irregolari in Italia e nessuno ne parla, perché lo storytelling delle capitane ormai è più forte della realtà”.

Dalla Libia potrebbero partire 8mila migranti rilasciati dai centri del Paese, ma Di Maio non si dice particolarmente preoccupato da questa ipotesi: “In Libia la situazione è complessa, noi continuiamo a sostenere un processo di pacificazione intralibico. I nostri militari a Misurata e non solo stanno svolgendo un lavoro straordinario a sostegno della popolazione. Parlo a fatti compiuti, ma posso già dirle che l’Italia continuerà a difendere i propri confini per il mantenimento della sicurezza interna”.

Non c’è solo la questione dei flussi migratori tra i temi affrontati durante l’intervista. Altro argomento caldo in queste ore è l’assegno unico proposto dal ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana: “Ho letto che ha promesso un assegno di 300 euro al mese per ogni figlio a famiglia fino ai 26 anni. È una proposta importante, e appena la presenteranno anche a noi non avremo difficoltà a sostenerla, mi auguro la porti in legge di Bilancio. Litigi sulla famiglia no, mai. Si va uniti”.

In questi giorni si discute anche della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, il giornalista fa notare a Di Maio che i tecnici del ministero sconsigliano di seguire questa strada: “Veramente – replica il vicepresidente del Consiglio – i tecnici del Mit parlano di gravi inadempienze e di risoluzione unilaterale della convenzione. Senta, noi ci stiamo muovendo nel solco dei contratti in essere e puntiamo alla revoca. Per convincerci a non farlo bisogna restituire agli italiani tutto quello che gli è stato tolto in questi anni con gli aumenti dei caselli autostradali e molto altro. Ma noi siamo fermi sulla nostra posizione. Non ho capito la Lega da che parte sta in questa partita, ma sono sicuro sarà coerente con quanto detto all’indomani della tragedia. Noi vogliamo giustizia e andremo fino in fondo”.

Infine, Di Maio parla del dialogo con la Russia e sostiene che non c’è il rischio che porti l’Italia a essere isolata: “Sono convinto del contrario. La vocazione del nostro Paese è sempre stata quella di dialogare tra i due blocchi. È il nostro punto di forza e dobbiamo seguire questa strada. Gli Usa sono il nostro principale alleato, mentre la Russia resta un importante interlocutore sul piano commerciale e per la stabilizzazione delle aree di crisi. Penso alla Siria, alla Libia”. Ultima domanda è sui rapporti e sul ruolo di Alessandro Di Battista nel M5s: “Alessandro è una figura importante nel Movimento e tutti speriamo che torni a dare una mano concreta. Quando si è al governo, il lavoro è tanto e servono braccia”.