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Decreto Sicurezza 2026

Meloni dice che sulla sicurezza “serve un approccio più duro” e accusa ancora la magistratura

Dopo l’approvazione del decreto sicurezza, Giorgia Meloni rivendica la linea dura del governo e attacca apertamente una parte della magistratura: “Così ogni legge diventa inutile”. Dall’immigrazione ai cortei, passando per le tutele alle forze dell’ordine, la premier annuncia nuovi interventi e promette un’ulteriore stretta.
A cura di Francesca Moriero
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Il decreto sicurezza approvato oggi in Consiglio dei ministri sarebbe solo "un tassello" di una strategia più ampia. Ospite di Dritto e Rovescio su Rete4, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato la necessità di un cambio di mentalità nella gestione dell'ordine pubblico.
"C'è un problema di mentalità sbagliata", ha detto, "serve un approccio più duro da parte di tutti coloro che sono coinvolti nel garantire la sicurezza dei cittadini, a ogni livello".

Il caso Torino e l'attacco alla magistratura

Il passaggio più duro dell'intervento è rivolto, ancora una volta, alla magistratura. Meloni, citando le scarcerazioni dopo gli scontri di Torino legati alla manifestazione di Askatasuna, ha detto: "Queste persone non sono manifestanti né ragazzini. Sono strutture organizzate per fare male, che agiscono come nemiche dello Stato". Secondo la premier, poi, la liberazione degli arrestati renderebbe vano il lavoro del governo e delle forze dell'ordine: "Possiamo fare tutte le leggi del mondo, ma se poi non vengono fatte rispettare, tutto diventa inutile". Da qui la critica di "doppiopesismo" ai magistrati, contrapponendo l'indagine per omicidio volontario su un agente che ha sparato a un ragazzo spacciatore armato (poi rivelatosi con una pistola a salve) alle accuse molto più lievi contestate ai manifestanti: "Portarsi un martello da casa e prendere a martellate la gente non è tentato omicidio? Allora io penso ci sia un doppiopesismo di certa parte della magistratura e penso che questo renda un po' difficile essere efficaci nella difesa della sicurezza dei cittadini".

E sul fermo preventivo fino a 12 ore per chi rappresenta un "concreto pericolo per l'ordine pubblico" Meloni ha sottolineato: "strumenti simili esistono da anni in altri Paesi europei". Sulle violenze in piazza ha lanciato poi un messaggio politico diretto alle opposizioni: "Basta ambiguità con i violenti. A Torino non c'erano infiltrati, erano gli stessi organizzatori".

Referendum magistratura: "Quando la sinistra tira fuori il jolly fascismo significa che sono disperati"

Per quanto riguarda il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, Meloni ha poi respinto la lettura personalistica dello scontro, accusando la sinistra di voler trasformare il voto in un giudizio sul governo. "Quando tirano fuori il jolly del fascismo vuol dire che sono disperati", ha detto, sostenendo che l'invito a votare contro servirebbe solo a "mandare a casa la Meloni". Ma "la Meloni non va a casa", ha poi aggiunto. "Io vi ammorbo cinque anni, poi me ne vado. La Costituzione resta, lo stato della giustizia resta, e incide sulla vostra vita e su quella dei vostri figli". Da qui l'appello: "Non votate per me o contro di me, votate per voi stessi".

Nessuno scudo penale, ma più tutele

La presidente del Consiglio è tornata ancora sul decreto sicurezza, respingendo l'accusa di aver introdotto uno "scudo penale" per le forze dell'ordine: "Scudo penale è quando qualsiasi cosa fai non ti succede niente. Quello ce l'hanno oggi i centri sociali", ha detto. La norma, ha poi spiegato, eliminerebbe l'automatismo dell'iscrizione nel registro degli indagati quando è palese la legittima difesa, e "vale per tutti, non solo per gli agenti". Poi ha aggiunto: "Chi abusa del proprio potere continuerà a risponderne".

Immigrazione: nuova stretta in arrivo

Ma la sicurezza, per Meloni, passa soprattutto dal contenimento dell'immigrazione. La premier ha infatti ribadito che su alcuni reati ci sarebbe "un'incidenza maggiore da parte di chi arriva irregolarmente" e ha annunciato per questo motivo un provvedimento dedicato, che arriverà già dalla prossima settimana, con nuove norme per fermare l'immigrazione illegale. Tra le misure già introdotte, ha poi rivendicato l'abolizione dell'automatismo del gratuito patrocinio per i ricorsi contro le espulsioni: "Non esiste che un immigrato abbia più diritti di un italiano", ha concluso.

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