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Locali pubblici, stretta sulla sicurezza dopo Crans-Montana: cosa cambia con la direttiva Piantedosi

Dopo la tragedia di Crans-Montana, il Ministero dell’Interno, con una nuova direttiva, ha deciso di rafforzare i controlli su discoteche, club e locali aperti al pubblico. Ecco cosa cambia, chi controlla e cosa rischiano ora i gestori.
A cura di Francesca Moriero
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La tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, ha riaperto una domanda che periodicamente torna ma che spesso resta sullo sfondo: quanto sono sicuri i locali in cui andiamo a bere, a ballare o ad assistere a uno spettacolo? Perché le regole certo esistono ma troppo spesso il sistema dei controlli funziona a scatti: un'ispezione dopo una segnalazione, un intervento solo dopo un fatto di cronaca, un sequestro quando il problema è già esploso. Nascerebbe proprio da qui la nuova direttiva del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, inviata ai prefetti di tutta Italia con un obiettivo preciso: prevenire, prima che accada una nuova tragedia. La linea scelta dal Viminale sarebbe quella di rafforzare e coordinare i controlli già previsti, rendendoli però più sistematici e meno episodici, soprattutto nei luoghi di intrattenimento.

Una nuova mappa dei rischi sui locali, provincia per provincia

Il primo passo che il governo intende fare sarà una sorta di "check-up" generale. Sostanzialmente in ogni provincia i prefetti dovranno fare il punto sulla situazione dei locali aperti al pubblico, quindi non solo quanti sono ma come sono autorizzati, come funzionano davvero, se rispettano tutte quante le regole. Per farlo verranno convocati tavoli con le forze dell'ordine, vigili del fuoco, ispettorato del lavoro e i vari rappresentanti dei gestori. L'obiettivo è quello di avere una fotografia chiara e aggiornata, basata su un'analisi condivisa e non più su segnalazioni occasionali. Da qui dovranno poi nascere indicazioni operative precise: dove per esempio intensificare le verifiche, quali situazioni presentano i maggiori rischi, come contrastare l'abusivismo e le irregolarità che si trascinano da anni. Insomma un lavoro che punta a rendere i controlli programmati e non più emergenziali.

Discoteche, sale concerti, club e spazi simili finiranno quindi sotto osservazione per verificare che le condizioni reali coincidano con quelle che hanno dato il permesso di ottenere le autorizzazioni. In altre parole: ciò che è stato dichiarato sulla carta dovrà ora coincidere con ciò che avviene ogni sera, cioè: quando il locale è pieno.

Nuove regole per bar e locali dove l'intrattenimento non è "accessorio"

Particolare attenzione sarà poi dedicata alla prevenzione di incendi e e alla gestione delle emergenze. Dunque, tutte le uscite di sicurezza, i materiali utilizzati, gli impianti, il numero massimo di persone ammesse, tutto ciò dovrà essere coerente e rispettato. Sotto la lente anche l'uso di "fiamme libere, effetti pirotecnici, o fuochi scenici" pratiche, come sappiamo, estremamente diffuse, soprattutto nelle grandi discoteche al chiuso, ma pericolose se non regolamentate.

Il nodo delle "attività complementari"

Uno dei passaggi piu delicati della direttiva riguarda poi i bar e i ristoranti che, oltre alla somministrazione di cibo e bevande propongono anche musica, dj set, eventi o piccoli spettacoli. Attività cioè che sulla carta sarebbero "complementari", ma che in realtà, in molti casi, finiscono per diventare il vero cuore del locale. La nuova direttiva, stabilisce che quando l'intrattenimento non è più accessorio, il locale non può essere più trattato come un semplice bar o ristorante. In questi casi scatteranno nuove regole più rigide, cioè quelle previste per i luoghi di pubblico spettacolo, quindi con obblighi diversi in termini di sicurezza, autorizzazione, e controlli. L'obiettivo è anche qui quello di evitare che attività di intrattenimento vengano svolte aggirando norme più severe con il rischio di abbassare gli standard di sicurezza per lavoratori e clienti.

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