Isopensione, come funziona lo “scivolo” per uscire prima dal lavoro e cosa cambia dal 2027 con l’aumento dell’età pensionabile

Negli ultimi anni il tema dell'uscita anticipata dal lavoro è diventato sempre più centrale nel dibattito sulle pensioni italiane. Con l'allungamento della vita media e le riforme previdenziali successive alla legge Fornero, molte persone si trovano a dover lavorare più a lungo per raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. In questo contesto, le aziende con più di 15 dipendenti possono fare ricorso a uno strumento specifico pensato per accompagnare i lavoratori verso il pensionamento: l'isopensione. Si tratta di un meccanismo che consente ai dipendenti prossimi al pensionamento di lasciare il lavoro prima del tempo, ricevendo però un sostegno economico garantito dall'impresa e senza penalizzazioni per la futura pensione. Ecco di seguito come funziona, quali sono le regole e le procedure necessarie per accedervi, e quali cambiamenti sono previsti con il nuovo scenario previdenziale a partire dal 2027.
Cos'è l'isopensione e a chi si rivolge
L'isopensione, come anticipato, è uno strumento pensato per i lavoratori vicini alla pensione, che consente di anticipare l'uscita dal lavoro fino a quattro anni rispetto ai requisiti normali (fino a sette anni nel periodo 2018–2026). Possono accedere solo i dipendenti che abbiano al massimo quattro anni (sette fino al 2026) alla pensione di vecchiaia o anticipata. Non è compatibile con pensioni basate sulle "quote" come Quota 100, 102 o 103. L'adesione è volontaria e formalizzata attraverso accordi sindacali, sia in contesti ordinari di gestione degli esuberi sia durante procedure di licenziamento collettivo.
Come funziona lo "scivolo"
Durante tutto il periodo di anticipo, l'azienda corrisponde al lavoratore un assegno mensile pari alla pensione maturata e versa i contributi previdenziali all'Inps. In questo modo, il lavoratore non subisce penalizzazioni sulla pensione futura e mantiene la continuità contributiva. L'adesione dello staff è formalmente volontaria, anche se le imprese spesso prevedono incentivi per favorire l'uscita anticipata. L'obiettivo è una transizione graduale che tuteli sia il lavoratore sia l'azienda, con l'obiettivo di limitare l'impatto economico e organizzativo dei piani di esodo.
L'impatto dell'aumento dell'età pensionabile dal 2027
Dal 2027, però, l'isopensione sarà soggetta a limiti più stringenti. L'adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla speranza di vita potrebbe infatti rendere impossibile rispettare il massimo anticipo consentito dallo strumento (quattro anni), per alcuni lavoratori. In questi casi, le domande saranno respinte, e l'Inps comunicherà la decisione sia all'impresa sia al lavoratore. Oltre all'isopensione, esistono anche gli assegni straordinari dei fondi di solidarietà settoriali, che permettono un anticipo massimo di cinque anni. Tuttavia, anche questi strumenti saranno influenzati dall'incremento progressivo dell'età pensionabile: un mese in più nel 2027, due nel 2028 e ulteriori adeguamenti negli anni successivi secondo le proiezioni demografiche. In pratica, un lavoratore che nel 2026 avrebbe potuto usufruire di uno scivolo di sette anni rischia, con gli adeguamenti post-2027, di non poter accedere all'isopensione. L'azienda dovrà quindi rimodulare i piani di uscita o posticipare il pensionamento anticipato.