Intercettazioni, Nordio vuole vietare il trojan nei casi di corruzione: “Non serve per modestissime mazzette”

"Una modestissima mazzetta". La scelta dell'aggettivo poco felice è da attribuire al ministro della Giustizia. Carlo Nordio denuncia in pratica una prassi seguita dai magistrati, i quali ipotizzando anche uno scambio di denaro illecito di lieve entità ricorrerebbero all'utilizzo del sistema trojan per le intercettazioni nei casi di corruzione.
Ieri il membro del governo ha presentato alla Camera del suo libro ‘Una Nuova Giustizia'. In un passaggio il ministro scrive che "poiché il delirio moralistico di un Parlamento semi-giacobino aveva ormai sorpassato i limiti della decenza, l'uso del trojan era stato esteso anche ad altri reati, compresa la corruzione. Con il risultato che ancor oggi se il Pm ravvisa l'ipotesi anche di una modestissima mazzetta può chiedere e ottenere l'utilizzo di questo meccanismo diabolico". Più sotto promette che dopo il referendum il governo varerà una stretta, per "rimediare anche a questa inciviltà".
Nordio annuncia la stretta sulle intercettazioni per i reati di corruzione
Parlando del tema intercettazioni, Nordio ha annunciato dunque una riforma, anticipando che il governo sta "già lavorando per ridurre se non eliminare questa vergogna che viola l'articolo 15 della Costituzione, l'inviolabilità della segretezza delle comunicazioni. Violazione che avviene quasi quotidianamente non tanto dai giornalisti, che fanno il loro lavoro e nessuno li ha mai criticati, ma da chi divulga le notizie e su chi esercita il controllo. E ovviamente si divulgano in modo pilotato, solo quelle che fanno comodo, e questo non ha nulla a che vedere con la libertà di stampa, così si riduce il giornalista al ruolo di passacarte, un veicolo di disinformazione".
Nordio ha assicurato che non si interverrà sulle intercettazioni che riguardano mafia, terrorismo, sicurezza dello Stato: "Su questo l'abbiamo detto un miliardo di volte però è anche vero, però abbiamo assistito e assistiamo a delle divulgazioni di notizie che riguardano privati". E ha aggiunto: "Le conversazioni sono inviolabili quindi la pubblicazione di questa intercettazione deve essere l'assoluta eccezione e invece purtroppo è diventata la regola e molte persone hanno subito danni irreparabili".
L'attacco di Conte: "Mazzetta dopo mazzetta non riusciamo a costruire ospedali e scuole"
La questione è stata rilanciata dal leader del M5s Giuseppe Conte: "Cosa vuol dire il ministro Nordio? Sono qui alle prese con il suo ultimo libro, questa meravigliosa fatica letteraria in cui il ministro della Giustizia preannuncia che ci sarà una riforma che non consentirà più l'utilizzo del trojan per scovare i reati di corruzione. Ma lei da che parte sta? Dice che non è un reato grave di fronte a modestissime mazzette? Ma lo sa che mazzetta dopo mazzetta non riusciamo a costruire ospedali e scuole, non riusciamo a dirigere le risorse pubbliche laddove servono?", ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte nel suo video sui social.
"Il ministro dice che ‘dopo il referendum vedremo di rimediare anche a questa inciviltà – riprende Conte – a noi bastano già le inciviltà che voi avete introdotto abolendo il reato di abuso d'ufficio, ridimensionando il traffico di influenze illecite, addirittura riducendo a 45 giorni la possibilità di intercettazioni, così anche i delinquenti abituali e gli spacciatori vengono avvertiti e scappano prima di essere arrestati. La vostra giustizia non corrisponde alla nostra visione, noi vogliamo una legge uguale per tutti che si applica anche ai politici: no a questo referendum sulla separazione delle carriere, no al referendum salva-casta, no a questa visione della giustizia".
"Le parole di Nordio nel suo libro presentato alla Camera confermano l'idea che il ministro ha della giustizia e il bisogno concreto di votare No a questo scempio di riforma. È incredibile che Nordio attacchi l'utilizzo del sistema trojan perché secondo lui attualmente i magistrati possono ‘chiedere e ottenere l'utilizzo di questo meccanismo diabolico' anche per una ‘modestissima mazzetta'. Nordio dice a chiare lettere quello che si vuole fare: garantire l'impunibilità di una certa politica, della casta che non accetta nessun controllo pubblico sull'uso delle risorse. Questo referendum è un appuntamento importante in cui tutte e tutti gli italiani devono spiegare al governo Meloni che la giustizia non è a suo uso e consumo", ha attaccato ieri Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera.