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Ilaria Salis detenuta in Ungheria

Ilaria Salis, Ungheria “sorpresa” per l’ingerenza dell’Italia sul caso: “Non è una martire”

“È sorprendente che dall’Italia cerchino di interferire con un caso giudiziario ungherese”. Sono le parole pronunciate dal ministro degli Esteri dell’Ungheria, Péter Szijjartó, a proposito del caso di Ilaria Salis.
A cura di Annalisa Cangemi
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AGGIORNAMENTO: "È sorprendente che stanno cercando di interferire con un caso di tribunale ungherese dall'Italia". È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, secondo quanto riportato su X da Zoltan Kovacs, portavoce del governo ungherese, riguardo al caso di Ilaria Salis, la detenuta italiana che si trova in un carcere ungherese da più di un anno.

Ilaria Salis è accusata di lesioni aggravate nei confronti di tre neonazisti, che avrebbero subito aggressioni da parte di membri  della tedesca ‘Banda del martello', nel ‘Giorno dell’onore', che ogni anno richiama nella capitale ungherese centinaia di nostalgici del nazismo. Le lesioni riportate dagli estremisti di destra secondo la procura ungherese sarebbero state potenzialmente mortali, anche se sono risultate guaribili con una prognosi tra 5 e 8 giorni.

"Questa signora presentata come una martire in Italia, è venuta in Ungheria con un chiaro piano di attaccare persone innocenti nelle strade come parte di un'organizzazione estremista di sinistra", ha detto ancora il ministro ungherese, secondo cui l'episodio in cui sarebbe coinvolta Ilaria Salis sarebbe stato un "atto ben pensato e pianificato". 

"Spero sinceramente che questa signora riceva la meritata punizione in Ungheria", ha affermato Szijjártó, criticando media italiani che hanno parlato soltanto della situazione di Salis tralasciando quanto accaduto alle vittime degli attacchi di cui è accusata.

Secondo quanto rende noto in un altro post Kovacs, il ministro ungherese, che oggi a Roma ha incontrato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, "ha enfatizzato l'importanza della cooperazione italo-ungherese, specialmente in sicurezza ed economia, con l'Italia seconda destinazione dell'export ungherese, e sottolineando la crescente partenership tra le due nazioni". 

Quelle su Ilaria Salis sono dichiarazioni preoccupanti che cadono come una tegola in testa, visto che arrivano proprio mentre per la donna si era aperta l'ipotesi di una trasformazione della misura cautelare dal carcere ai domiciliari nella prossima udienza del 28 marzo. E anche per un successivo trasferimento in Italia, sempre ai domiciliari, grazie a una convenzione quadro della Ue del 2009, che sancisce il reciproco riconoscimento delle misure cautelari tra i Paesi membri dell’Unione europea.

Le reazioni

"Mi auguro che il ministro Tajani faccia sapere agli amici ungheresi di Meloni e Salvini, che chiedere il rispetto dei diritti civili ed umani fondamentali della nostra civiltà giuridica non significa affatto interferenza", ha scritto su X Nicola Fratoianni dell'Alleanza Verdi Sinistra, commentando la posizione del governo ungherese. "Se poi il governo Orban è allergico alle regole del vivere civile dell'Europa può sempre uscire dall'Unione in cui indegnamente siede", ha aggiunto il leader di Si.

"Concordava con l'espulsione del partito di Orban dal Ppe e ora si fa rimbrottare da un suo ministro. Da Tajani una profonda involuzione", ha detto la deputata dem, Lia Quartapelle, a proposito delle dichiarazioni del ministro degli Esteri ungherese a margine dell'incontro con il ministro Tajani. "Al ministro ungherese rispondiamo che l'indignazione italiana per come l'Ungheria sta trattando una nostra connazionale non è un tentativo di interferenza ma la richiesta del rispetto del diritto europeo".

"Gli amici italiani di Orban spieghino al ministro degli esteri ungherese in visita in Italia che nessuno considera la Salis ‘una martire', ma che semplicemente pretendiamo un trattamento dignitoso, non degradante e in linea con i principi di diritto per una persona in custodia cautelare, che non si tratta come un animale in catene. E gli spieghi anche che per la nostra cultura garantista è inaccettabile sentire un ministro che si permette di auspicare la condanna di una persona in attesa di giudizio, interferendo pesantemente con l'autonomia della magistratura del suo paese. Una manifestazione di cultura illiberale che preoccupa anche in vista del processo alla Salis, e che spero venga fermamente contestata dal governo italiano", ha detto il senatore Alfredo Bazoli, vicepresidente del gruppo Pd.

"Il Ministro degli Esteri ungherese ha già condannato con parole inaccettabili Ilaria Salis, chiarendo quello che diciamo da tempo. L'Ungheria nega principi basilari dello Stato di diritto. Ilaria Salis va riportata a casa, ora. Il Governo italiano avrà reagito, si spera. Ha reagito?", ha scritto il responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano.

Il padre di Ilaria: "Certo che mia figlia è una martire"

"Dobbiamo chiedere al ministro ungherese cosa intende per ‘martire', se intende una persona torturata per 35 giorni certo Ilaria è una martire". Lo ha detto Roberto Salis, che stasera a Milano partecipa alla fiaccolata per la figlia, replicando al ministro ungherese Peter Szijjartó. "L'ambasciatore mi aveva assicurato che l'incontro era stato positivo – ha aggiunto Salis – pensa se mi avesse detto che era andato male…".

"Sembra quasi che manifestare solidarietà a un'antifascista sia considerato in alcuni Paesi un'interferenza. Ce li siamo presi noi in Europa, ce li abbiamo e dobbiamo conviverci", ha detto ancora Salis. "Sono molto perplesso dall'esito dell'incontro tra i due ministri degli Esteri di oggi. Il ministro Tajani ha i miei riferimenti se mi vuole comunicare qualcosa".

Cosa ha detto Tajani al ministro ungherese

Il ministero in una nota ha fatto sapere che il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, ha ricevuto oggi alla Farnesina il ministro degli Affari Esteri dell'Ungheria, Péter Szijjartó.  Tajani "ha ribadito innanzitutto l’attenzione con cui il Governo continua a seguire il caso di Ilaria Salis e ha espresso soddisfazione per l'anticipo della prossima udienza al 28 marzo (inizialmente prevista per maggio)" e "allo stesso tempo ha consegnato al Ministro ungherese un nuovo, dettagliato promemoria sulle condizioni detentive della connazionale, evidenziando la necessità di un giusto processo e dell'assicurare la dignità e i diritti fondamentali della Signora Salis, sul cui caso è costante l’impegno dell’Ambasciata d’Italia a Budapest".

Il ministro "Tajani e il Governo italiano da tempo hanno preso l’iniziativa di affrontare il tema delle condizioni di detenzione della Signora Salis, come viene fatto in molti casi per cittadini italiani detenuti all’estero. Senza nessuna volontà di interferenza, ma con la chiara intenzione di far pressione per verificare che le condizioni di detenzione rispettino le normative europee che richiamano alla tutela dei diritti umani. Ed è quanto il Governo italiano continuerà a fare in questo come in altri casi simili", si legge nella nota della Farnesina.

Il ministero degli Esteri riferisce ancora che, nel corso dell’incontro, il ministro Szijjrtó ha presentato le priorità della prossima presidenza ungherese del Consiglio Ue. "I ministri hanno poi avuto un confronto sui principali dossier internazionali ed europei, soffermandosi in particolare sulla situazione nei Balcani Occidentali. Con riferimento alla Bosnia Erzegovina, Paese di prioritario interesse tanto per l’Italia quanto per l’Ungheria, che infatti assicura il comando della missione EUFOR Althea (Italia svolge il ruolo di Vice Comandante), Tajani ha ribadito l’impegno del Governo a sostegno del percorso europeo di Sarajevo e ricordato che si recherà in visita nel Paese la prossima settimana", ha concluso la Farnesina.

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