Il Pd chiede spiegazioni a Lollobrigida su amici e parenti assunti in Agea: il caso arriva in Parlamento

Come si spiega la "innaturale concentrazione di figure legate da vincoli politici o familiari" tra le nuove assunzioni di Agea, l'ente pubblico che gestisce l'erogazione dei fondi pubblici per il settore agroalimentare? Lo ha chiesto il Partito democratico al governo Meloni, dopo l'inchiesta di Fanpage.it che ha messo in mostra la grande quantità di persone vicine a dirigenti di Fratelli d'Italia che hanno avuto un posto nell'agenzia con regolare concorso.
La politica aveva già chiesto conto al governo subito dopo la pubblicazione dell'inchiesta. Ora è arrivata un'interrogazione parlamentare al Senato, con la prima firma del capogruppo democratico Francesco Bocci, rivolta direttamente al ministro dell'Agricoltura Lollobrigida.
Nell'interrogazione il Pd ricorda che Agea ha un ruolo "cruciale per il sostegno alle imprese agricole italiane" e per questo al suo interno dovrebbe esserci un "presidio di elevato profilo tecnico". Al contrario, affermano i parlamentari, "nel l’Agea nel corso degli ultimi tre anni ha accresciuto in modo preoccupante il proprio personale con figure professionali di non elevato profilo tecnico e con scarse esperienze e conoscenze del mondo agricolo". Diverse di queste sono "riconducibili in tutta evidenza ad affiliazioni politiche, a stretti legami o incroci di parentela con collaboratori e vertici dell'Agenzia".
È quanto rivelato da Fanpage.it: un "preoccupante quadro relativo alla gestione del personale di Agea e alle procedure di assunzione avvenute sotto l'attuale direzione di Fabio Vitale". Assunzioni che pure sono avvenute con concorsi pubblici e regolari. La situazione, però, "rischia di minare il principio di imparzialità della Pubblica amministrazione", si legge nell'interrogazione.
Non è finita. Al momento alla Camera è in lavorazione un disegno di legge chiamato Coltivitalia. Qui ci sono due proposte che il Pd chiede di mettere in discussione. La prima: un finanziamento da circa 40 milioni di euro ad Agea, "facendo ricorso a risorse finanziarie sottratte a comparti produttivi in crisi come quello della carne e del settore olivicolo". La seconda: una misura per fare sì che il 2% di tutte le risorse stanziate dal ministero ad Agea, riservata "a titolo di assistenza tecnica".
La richiesta del Partito democratico è che "l'Agea torni ad essere una struttura trasparente e imparziale, dedita al sostegno e alla soluzione dei problemi del settore agricolo" e non uno "strumento per l’assunzione di personale e collaboratori direttamente riconducibili al partito di maggioranza relativa o all’area della destra politica". Per questo Boccia e i suoi chiamano in causa Giorgia Meloni e il ministro Lollobrigida, chiedendo di sapere quali siano "le valutazioni del governo" sull'intera vicenda.
Ma soprattutto, "quali iniziative" l'esecutivo "intenda assumere". E se non ritenga che sia "innaturale" la "concentrazione di figure legate da vincoli politici o familiari", al punto da "compromettere il prestigio e la terzietà di un ente strategico come Agea". Dunque, da una parte si chiede di intervenire per assicurare che le assunzioni dell'agenzia seguano solamente "criteri di merito e di efficienza operativa"; dall'altra si spinge per una marcia indietro sulle misure più problematiche del Coltivitalia.