Il governo vuole rilanciare il modello Albania: cosa c’è nel nuovo ddl immigrazione

Dovrebbe arrivare oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri il disegno di legge in materia di immigrazione, annunciato la scorsa settimana dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. All'indomani del via libera Ue all'ampliamento della lista dei Paesi sicuri e a nuove regole sugli hub per migranti all'estero, il governo è pronto a rilanciare il modello Albania e a varare la stretta su ricongiungimenti familiari, minori non accompagnati e blocco navale.
Le nuove norme sui Paesi sicuri sono state accolte con grande entusiasmo dal titolare del Viminale, che ha definito il voto "grande successo del Governo italiano che ha saputo con determinazione e convinzione far valere le proprie posizioni in materia di migrazione in Europa. Finalmente la svolta chiesta dall'Italia in materia di immigrazione c'è stata", ha dichiarato.
Con l'ok alle due modifiche del regolamento Ue sulle procedure di asilo Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia saranno ora considerati Paesi sicuri, e le richieste presentate dai cittadini di questi Stati saranno esaminate con procedura accelerata. Anche i Paesi candidati all'adesione all'Ue saranno presunti sicuri. Con le nuove regole gli Stati membri potranno, inoltre, dichiarare una domanda di protezione inammissibile anche nel caso in cui il richiedente abbia attraversato un Paese terzo sicuro senza aver chiesto protezione.
Per quanto riguarda gli hub in Paesi terzi, le norme consentono agli Stati Ue di chiudere accordi per consentire l'esame delle richieste direttamente in loco. Una svolta che consentirà – o almeno è quel che auspica il governo – di rilanciare i centri di Gjader e Shengjin.
Blocco navale e stretta sui ricongiungimenti nel nuovo ddl immigrazione
Per l'esecutivo è un segnale che a livello europeo l'atteso cambio di paradigma sull'immigrazione c'è stato e forte di questo, Chigi si prepara a sfornare un pacchetto di norme collegate. Una delle misure più attese è il cosiddetto blocco navale, inizialmente contenuto nella bozza del ddl sicurezza, ovvero la possibilità, su proposta del ministro dell'Interno, di colpire una determinata imbarcazione con l'interdizione (per non più di 30 giorni, prorogabile fino a un massimo di sei mesi) dell'attraversamento del limite delle acque territoriali.
Le circostanze in cui il blocco si renderebbe applicabile sono: minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale intesa come rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi, ma anche di "pressione migratoria eccezionale" che impedisca la gestione delle frontiere. In questi casi i migranti potranno essere trasferiti Paesi terzi diversi da quello di origine con i quali l'Italia ha stipulato appositi accordi. Tra cui, appunto, l'Albania.
Il provvedimento, che intende dare attuazione al Patto europeo Migrazione e Asilo prima della sua entrata in vigore a giugno, dovrebbe contenere una serie di altre misure stringenti: ad esempio i limiti ai ricongiungimenti familiari, probabilmente con alcune eccezioni (figli maggiorenni invalidi, anziani in gravi condizioni di salute), una linea più severa sui minori accompagnati ed espulsioni più rapide, riconoscendo al giudice la possibilità di allontanare il cittadino straniero condannato per violenza o minaccia a pubblico ufficiale, delitti contro la persona e rivolte nei Cpr.
Molto probabilmente salterà la discussa ‘salva Almasri', che consentirebbe di consegnare allo Stato appartenenza chiunque sia considerato pericoloso per la sicurezza nazionale o per la compromissione delle relazioni internazionali. Così com'è stata pensata, la norma presenterebbe profili di incostituzionalità e risulterebbe in contrasto con i trattati internazionali.