Il governo Meloni è pronto a varare il blocco navale: la conferma di Piantedosi

Si torna a discutere di ‘blocco navale', ma questa volta è qualcosa in più di uno slogan. Durante la conferenza stampa di questa sera sul nuovo decreto Sicurezza il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha confermato l'intenzione del governo di varare una misura per provare a fermare l'arrivo di migranti in Italia.
Nel nuovo pacchetto sicurezza appena licenziato dal Cdm la norma, che dovrebbe introdurre la possibilità di interdire (da 30 giorni a 6 mesi) l'attraversamento del limite delle acque territoriali in casi di minacce terroristiche o di pressione migratoria eccezionale, comunque non ci sarà. È stata rinviata alla settimana prossima "la valutazione del più ampio e complessivo pacchetto di norme che riguardano l’immigrazione, che è sostanzialmente mirato a dare supporto all'entrata in vigore entro giugno delle nuove norme europee", ha detto durante la conferenza stampa di questa sera il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, sottolineando che parlare di ‘blocco' è comunque una semplificazione giornalistica.
Il testo, ha spiegato Piantedosi, "è sostanzialmente ispirato a dare supporto a quella che sarà l'entrata in vigore entro giugno delle nuove norme europee. Nell'ambito di queste norme ci sarà anche quello che per semplificazione giornalistica è definito blocco navale. La misura prevede la possibilità di interdizione delle acque territoriali con possibilità, laddove esistono accordi con paesi terzi sicuri, di trasferire le persone in luoghi diversi da quello del territorio nazionale al fine di fare effettuare lì quelle che sono le procedure di asilo eventualmente richieste".
Il cosiddetto ‘blocco navale' è un concetto portato avanti da anni da Giorgia Meloni. Già nel 2018, in un'intervista a Fanpage.it alla kermesse di Fratelli d'Italia Atreju, Meloni diceva: "Credo che la sfida per l'Europa sia cooperare perché non arrivino in Europa centinaia di migliaia di immigrati clandestini, che vuol dire due cose: una missione europea con il blocco navale al largo delle coste della Libia, che apra in Africa gli hotspot, che valuti in Africa chi ha diritto a essere rifugiato e distribuisca solo i rifugiati equamente nei 27 Paesi dell'Unione europea".
Quando parlava di blocco navale, Fdi chiedeva sostanzialmente una missione europea, in accordo con le autorità libiche, per difendere i confini europei e hotspot nei territori extra-europei, gestiti dall'Unione Europea, per valutare le richieste d'asilo. Si tratta per altro di due punti che si trovano nel programma elettorale del centrodestra per le elezioni politiche del 2022, al capitolo che riguarda le misure di contrasto dell'immigrazione. Un impianto normativo considerato da diversi esperti di difficile realizzazione, perché sarebbe in contrasto con il diritto internazionale e con la nostra Costituzione.